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Aosta, i ristoratori tornano in piazza al grido di 'vogliamo lavorare'

A Palazzo regionale esposte le attrezzature ferme da mesi e la merce scaduta. "Da 8 mesi che le nostre cucine sono chiuse"

 

protesta davanti palazzo regionale

AOSTA. Ancora una volta la filiera somministrazione della Valle d'Aosta torna a protestare a Palazzo regionale contro le chiusure imposte per l'emergenza sanitaria. Questa mattina in piazza Deffeyes i ristoratori hanno portato sedie, tavoli e attrezzature di lavoro inutilizzate ormai da mesi.

protesta davanti palazzo regionale"Noi non possiamo lavorare", dicono i manifestanti. "Sono 8 mesi che le nostre cucine sono chiuse, le sale da pranzo prendono polvere, i piatti in dispensa. Il fitness in palestra vietato, gli sci inutilizzati, i computer dei rappresentanti spenti, i quintali di merce scaduta nelle dispense e nelle aziende acquistate per via delle continue promese di aperture sempre rinviate". 

Chiedono di poter "lavorare liberamente senza lo spauracchio dell'arcobaleno". Chiusure, parziali riaperture, zone rosse, zone arancioni, asporto o delivery, zone gialle, possibilità di lavorare solo con i dehor. Intanto il settore giorno dopo giorno vede allontarsi la possibilità di una ripresa.

Con la manifestazione di oggi ci sarà una nuova raccolta firme da consegnare la presidente della Regione Erik Lavevaz. "Vogliamo riempire subito i nostri tavoli, visto che i protocolli ci garantiscono la sicurezza, vogliamo supporti economici per ripartire e contributi per adeguarci nuovamente alle normative. Vogliamo che paghiate voi i nostri costi fissi".

 

 

M.C.

 

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