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Valle d'Aosta profondo rosso

 

zona rossa

AOSTA. Da possibile regione bianca a ormai regione sempre rossa. Un disastro sanitario, economico e sociale. Ma come è possibile che regioni più popolose della nostra riescano a controllare più facilmente l'epidemia mentre la Valle sprofonda nell'inferno del disastro totale?

Sarebbe utile verificare cosa accade nei comuni delle valli laterali della nostra regione. Vox Populi ci racconta di assembramenti senza mascherine, di bar di paese e ristoranti non controllati, di feste e ritrovi. Sarebbe utile conoscere dalle autorità sanitarie la situazione comune per comune, i numeri dell'epidemia nei singoli paesi, per capire meglio l'evoluzione della situazione.

Capisco che le forze dell'ordine non possano controllare un intero territorio cosi articolato e difficile da sorvegliare. Ognuno deve fare la propria parte.

Oltre al grave problema sanitario questa situazione ha pesantissime conseguenze sul commercio e sulle attività produttive e riflessi devastanti di natura psicologica sulla popolazione più debole così e anche su quella ritenuta meno fragile. Meno parole, più professionalità e più coraggio nell'agire.

Non è più possibile difendere le cosiddette "tradizioni" con atteggiamenti pericolosi e mortali per la regione Valle d'Aosta.

 


Marco Camilli

 

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