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Valle d'Aosta rossa, ma negozi rimangono aperti

Lavevaz firma l'ordinanza valida nella settimana dal 3 maggio

 

coronavirus

AOSTA. La Valle d'Aosta sarà : lo conferma ufficialmente l'Amministrazione regionale comunicando la firma di una nuova ordinanza in vigore la prossima settimana e fino al 10 maggio 2021.

La limitazione sugli spostamenti da un Comune all'altro rimane la stessa delle precedenti settimane "rosse", quindi è confermata la possibilità di uscire dai confini comunali (oltre a motivi di salute, di lavoro o di necessità) per usufruire di servizi e attività non sospesi se non presenti nell Comune in cui si risiede o si ha il domicilio.

Rispetto però alle restrizioni nazionali, la nuova ordinanza firmata dal presidente Erik Lavevaz consente l'apertura anche in zona rossa delle attività commerciali di dettaglio e dei servizi alla persona "nello stretto rispetto delle regole di distanziamento e di divieto di ogni forma di assembramento".

Rimane la possibilità di curare orti, prati, vigneti, frutteti, la conduzione di piccoli allevamenti e il taglio della legna anche al di fuori del proprio Comue autocertificando il possesso o l'uso del terreno. L'attività motoria e l'attività sportiva devono essere svolte esclusivamente nel Comune di residenza, domicilio o abitazione. L'attività sportiva inoltre va effettuata al di fuori delle vie principali dei centri abitati e preferibilmente su strade e percorsi secondari e su sentieri segnalati.

Per quanto riguarda la scuola, la didattica in presenza nelle scuole superiori deve essere garantita almeno al 50% e al massimo al 75% degli studenti.

Per bar, ristoranti e attività della ristorazione restano le limitazioni nazionali. Rimane inoltre valida la possibilità per gli alberghi senza ristoranti di far cenare i propri ospiti entro le ore 22 in locali esterni convenzionati. 

Qui l'ordinanza nel dettaglio (pdf)

Commentando il ripristino del parziale lockdown Lavevaz sottolinea: "Solo un impegno collettivo può permettere la riduzione del numero di casi. L’attenzione di tutti è indispensabile per far diminuire le occasioni di contagio: occorre rispettare le regole per permettere ad ognuno di tornare a lavorare e a vivere. Pensare che tutto sia finito può avere come effetto unicamente il prolungamento dell’emergenza: invece dobbiamo sforzarci tutti per permettere all’economia di ripartire, con tempi che sono dettati dall’emergenza sanitaria. I dati migliorano e la campagna vaccinale sta ottenendo i primi risultati, ma la strada verso la normalità è ancora lunga: solo insiem- conclude - possiamo affrontarla, facendoci carico anche di tutti coloro che stanno pagando il prezzo più caro dal punto di vista economico e sociale".

 

 

Clara Rossi
(aggiornata)

 

 

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