.

In Valle d'Aosta accolti finora 141 ucraini. Tra loro 47 minori

Un centinaio ha già trovato una sistemazione. Dalla raccolta fondi già 40mila euro

 

Mentre l'invasione russa in Ucraina entra nella sua quarta settimana, la Valle d'Aosta continua ad accogliere gruppetti di profughi scappati dalla guerra che sta devastando un intero paese. 

Al momento, secondo le cifre rese note dalla Presidenza della Regione, in Valle d'Aosta sono arrivati 141 ucraini, tra i quali 47 minori, tutti già transitati nel centro di prima accoglienza della Croce Rossa Italiana di Chavonne, a Villeneuve. Grazie ai contatti diretti sul territorio in 106 hanno trovato già una sistemazione mentre altri 35 sono alloggiati in strutture temporanee.

SopralluogoIl presidente della Regione (a sinistra) durante un sopralluogo nel centro di prima accoglienza CRI


«Positiva e in continua evoluzione la risposta di generosità dei valdostani agli appelli lanciati nelle scorse settimane», spiega ancora la Regione.

Un altro centinaio di posti letto è per il momento a disposizione dei profughi, tra alloggi e stanze, e circa 40mila euro sono stati raccolti in questi giorni tramite il conto corrente per Regione, Celva, Csv e Fondazione comunitaria per . Settanta interpreti di lingua ucraina, russa e inglese hanno inoltre risposto all'avviso pubblicato sempre in questi giorni.

Il punto della situazione è stato fatto oggi durante una riunione del tavolo di coordinamento dell'emergenza Ucraina presieduto dal presidente della Regione. Alla riunione, cui ha partecipato anche il Questore di Aosta Ivo Morelli, erano presenti come di consueto i rappresentanti delle strutture regionali coinvolte (Protezione civile, Politiche sociali, Sanità e Salute, Affari di Prefettura), dell'Azienda USL, della Croce Rossa Italiana, della Caritas italiana, del CPEL, del Comune di Aosta, del Coordinamento Solidarietà Valle d'Aosta e della Caritas Diocesana e della Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta. 

 

 

Marco Camilli

 

 

Pin It

Articoli più letti su Aostaoggi.it

© 2021 Aostaoggi.it