Ucraina, anche la Caritas diocesana mobilitata per assistere i profughi

Strutture di accoglienza, vestiti, farmaci e raccolta fondi per fornire supporto agli ucraini arrivati in Valle d'Aosta

 

Ucraina

Non si fermano le iniziative di accoglienza organizzate in Valle d'Aosta per i profughi in fuga dall'Ucraina. Anche la Caritas diocesana - che fa parte del Tavolo di coordinamento regionale per l'emergenza Ucraina - si è attivata per dare ospitalità agli ucraini giunti in Valle d'Aosta e fornire loro beni di prima necessità e assistenza.

Due sono le strutture di proprietà dell'Istituto Diocesano di Sostentamento Clero messe a disposizione e in grado di dare risposta alla necessità di prima accoglienza di un centinaio di persone. Anche le parrocchie sono al lavoro per trovare disponibilità di alloggi e posti letto e anche abiti e medicinali. Tramite il Centro di ascolto diocesano i profughi possono trovare mediatori linguistici e supporto psicologico e di assistenza. In più è operativa una raccolta fondi con la quale la Caritas Diocesana ha raccolto circa 75mila euro. «Una quota di 30.000 euro - informa la Diocesi - è stata utilizzata per il sostegno puntuale e mirato ai campi profughi nei Paesi di confine, in particolare in Polonia e Moldavia, attraverso i progetti di accoglienza di Caritas Europa, in collaborazione con le Caritas locali. La restante parte viene utilizzata per il sostegno alle famiglie che sono arrivate e che stanno arrivando nella nostra Regione, per aiutarle nelle spese di prima necessità, per accompagnare le mamme e i loro figli nelle necessità che via via emergono».

Contributo del Consiglio regionale al fondo Ucraina

Questa settimana il Consiglio regionale ha autorizzato una donazione a favore del fondo istituito dal Tavolo di coordinamento dell'emergenza Ucraina per sostenere l'accoglienza dei profughi.

L'Ufficio di presidenza dell'assemblea valdostana ha «approvato il trasferimento di 36.670 euro», fa sapere l'ufficio stampa. Si tratta di una somma «derivante dalla rinuncia ai contributi dei gruppi consiliari e dalle autoriduzioni volontarie delle indennità dei Consiglieri del mese di marzo oltre a quelli già accantonati dal mese di gennaio».

 

 

Elena Giovinazzo

 

 

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