L'associazione definisce deludente il documento recentemente approvato dalla Giunta e invita a coinvolgere di più i cittadini nelle scelte

"Pur essendo uno strumento atteso da più vent'anni", il Piano Regionale Trasporti è "deludente". Lo sostiene Legambiente Valle d'Aosta commentando il documento che sta per approdare in Consiglio Valle.
L'associazione è stata sentita in audizione in IV Commissione sul PTR e ha dato voce alle sue perplessità. Il Piano "perpetua il modello - ormai superato - di una regione che impone sia ai cittadini sia ai turisti di privilegiare l'auto privata. Nel Piano si parla molto di trasporto pubblico, è vero, e Legambiente lo ha sottolineato nelle osservazioni inviate nella fase di evidenza pubblica della VAS, ma sono ancora le autostrade, l'idea del raddoppio del TMB, e l'abbandono di infrastrutture già esistenti a favore di non ben chiare soluzioni innovative a suscitare perplessità".
Prosegue Legambiente: "Perplessità, spiace dirlo, non solo nelle associazioni e nei cittadini che hanno presentato osservazioni, ma negli stessi Uffici regionali (!) che lamentano una carenza di analisi dei vincoli presenti sul territorio (ambiti inedificabili, vincoli a tutela dei beni paesaggistici, misure di protezione delle aree protette) e dei PRGC dei Comuni. Per Legambiente tale carenza di analisi rende difficile, se non impossibile allo stato attuale, valutare la reale fattibilità delle opere proposte".
Prima di procedere con l'approvazione definitiva del Piano Regionale Trasporti, Legambiente suggerisce di svolgere ulteriori approfondimenti sugli aspetti paesaggistici, degli ambiti inedificabili e dei Prgc nonché di coinvolgere la popolazione con un dibattito pubblico sul trasporto pubblico in alta valle "prima di operare una scelta definitiva in favore dell'ipotizzata linea BRT (Bus Rapid Transit)". Anche sul futuro della galleria del Drinc serve "svolgere ulteriori approfondimenti", osserva Legambiente.
Secondo l'associazione il governo ha sottostimato "l'importanza che i cittadini attribuiscono a questo Piano. Si pensi che ben 15 soggetti competenti in materia territoriale e ambientali e 19 soggetti terzi hanno inviato documenti, con un totale di 220 osservazioni specifiche. Di queste soltanto 10 sono state recepite".
C.R.



