Suicidio, il male oscuro della Valle d'Aosta

Cercare nelle pieghe della nostra società i perché nascosti

Suicidio, il male oscuro della Valle d'Aosta

Ci siamo spesso avvicinati con i nostri articoli a storie che hanno avuto come triste epilogo il suicidio. Ma oggi prendiamo spunto dal titolo che un settimanale "Gazzetta Matin" che, tragicamente, ci informa che in tre mesi in Valle d'Aosta ci sono stati dodici suicidi.

Non voglio entrare nelle specifiche di questi drammatici casi. Voglio riaprire un dibattito sulle pagine di Aostaoggi.it su questo male oscuro che attanaglia la società della Valle d'Aosta.

Poco tempo fa abbiamo intervistato il primario di Psichiatria di Aosta, la dott.ssa Beoni, che ci aveva comunicato una iniziativa interessante: una struttura preposta che quotidianamente contatta telefonicamente i soggetti a rischio suicidio per monitorare il loro stato e, se necessario, intervenire.

Questo male sottile però si insinua nelle pieghe della nostra comunità e poi colpisce. Non stiamo vivendo un periodo facile. Dopo la pandemia del Covid molto è cambiato. Quello che non è cambiato è l'immobilismo di troppi amministratori travolti da una burocrazia asfissiante. Il dolore troppe volte passa tra le mani di un assistente sociale di un avvocato di un giudice. Il risultato è la rabbia che cresce e diventa un urlo silenzioso. Come scritto in precedenza ospiteremo contributi di persone che a vario titolo seguono la società Valdostana.

 

Marco Camilli

 

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