Intrecci con la politica e narcotraffico alla base dell'operazione Geenna

Geenna

AOSTA. È nata da un'attività investigativa iniziata nel 2014 dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Aosta e dal Ros l'operazione contro la presenza della 'ndrangheta in Valle d'Aosta che ha portato all'arresto di sedici persone su richiesta della Dda di Torino. L'operazione Geenna «ha consentito di accertare, per la prima volta da un punto di vista giudiziario, la presenza di una importante strutturazione di ‘ndrangheta nel capoluogo valdostano, nonché di evidenziare quanto penetranti siano i coinvolgimenti tra alcuni politici e il sodalizio criminale», spiega la Procura di Torino.

Le accuse - associazione di tipo mafioso, tentato scambio elettorale politico-mafioso, estorsione tentata e consumata, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e ricettazione di armi e favoreggiamento personale - sono in alcuni casi aggravate dal metodo mafioso.

 

L'indagine si è concentrata in particolare sulla presenza della "locale" di Aosta in cui le figure di maggiore spicco sarebbero Antonio Raso, Bruno Nirta e Marco Fabrizio Di Donato, quest'ultimo ritenuto il capo locale. Marco Sorbara, all'epoca consigliere comunale di Aosta, è considerato uno degli "amministratori" insieme all'assessore comunale di Saint-Pierre Monica Carcea. Coinvolto anche un noto avvocato di Torino, Carlo Maria Romeo, considerato un "concorrente esterno" del gruppo criminale.

I legali con la politica
La Dda ha documentato interferenze nella politica locale, in particolare ad Aosta: il sodalizio sarebbe riuscito a far eleggere il proprio rappresentante in consiglio ricevendo in cambio vantaggi. Dalle indagini poi emerge un «chiaro tentativo di scambio elettorale politico-mafioso» da parte di Antonio Raso «nei confronti di un referente regionale di partito». E ancora «diverse condotte, chiaramente esulanti l'attività professionale di difensore, commesse dall’avvocato Romeo» a «vantaggio sia di un esponente della locale di Aosta, quale concorrente esterno, sia a proprio e altrui vantaggio come favoreggiamento personale, concorso in estorsione e concorso falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale».

Il traffico di droga
Indagando è emersa l'esistenza di un'associazione per delinquere dedita al traffico di cocaina, anche internazionale con la Spagna. Al centro ci sarebbero i fratelli Nirta, Bruno e Giuseppe (quest'ultimo ucciso proprio in Spagna nell'estate 2017), i quali sfruttavano i loro «numerosi contatti internazionali» per far viaggiare la droga. Ludovico Lucarini, considerato uno dei custodi, è stato arrestato e trovato in possesso di 1,2 kg di cocaina, due pistole e munizioni. Torna poi il nome dell'avvocato Romeo che sarebbe coivolto «nella cessione di 500 gr di cocaina».

Secondo la Dda i fratelli Nirta avevano rapporti «certificati attraverso servizi di osservazione in Spagna» con esponenti di altre cosche come Giuseppe Romeo e Vincenzo Macrì, quest'ultimo latitante.

 

Marco Camilli

 

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