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Con l'operazione FeuDora la Valle d'Aosta si conferma un mercato importante per lo spaccio di droga

Che siano pesanti o leggere, tra i valdostani c'è un "largo consumo" di droga

 

Guardia di finanza

AOSTA. L'operazione FeuDora condotta all'alba di oggi dalla Guardia di finanza di Aosta conferma ancora una volta come la Valle rappresenti un mercato florido per lo spaccio di droga. Che si tratti di droghe leggere o pesanti, le tante inchieste nate negli anni hanno portato alla luce organizzazioni più o meno ramificate operative in una realtà piccola come la nostra.

I vertici regionali della Guardia di finanza, illustrando i dettagli dell'operazione FeuDora sullo spaccio di cocaina ed eroina, lo hanno ribadito anche oggi: "la Valle d'Aosta, nonostante i numeri esigui, è una discreta piazza" per il mercato degli stupefacenti. 

Il più delle volte i pusher si riforniscono nelle vicine città di Milano e Torino con viaggi frequenti che consentono di portare in Valle quantità relativamente piccole di droga ogni volta. Fa eccezione FeuDora: i rifornimenti in questo caso avvenivano direttamente dalla Calabria con quantitativi più importanti rispetto al normale visto che viaggi così lunghi non potevano essere organizzati con altrettanta frequenza. La droga arriva così ad Aosta. 

Quasi sempre il cuore dell'attività illecita è il capoluogo e i quartiere Dora e Cogne in particolare, dove risiedono volti noti e meno noti dello spaccio. Dai rioni popolari gli stupefacenti raggiungono i tanti consumatori valdostani, tossicodipendenti noti, insospettabili professionisti, giovani e minorenni. Molti di loro sono stati già indentificati nell'arco delle tante operazioni antidroga. La Guardia di finanza in pochi mesi è risalita ad un centinaio di loro a riprova del "largo consumo" che avviene nella nostra regione.

FeuDora non sarà l'ultima importante operazione antidroga condotta nella nostra regione. Anche perché, come gli inquirenti sanno, appena un canale viene chiuso, un altro è pronto ad aprire.

 

E.G.

 

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