Bimba dimessa dall'ospedale muore: l'Usl Aosta manda ai genitori il sollecito del ticket

Il padre della bimba su Facebook: 'vergognoso'. L'Usl poi annuncia che la richiesta sarà annullata

 

ospedale BeauregardAOSTA. È polemica sui social (e non solo) per il sollecito di mancato pagamento del ticket sanitario inviato dall'Usl Valle d'Aosta ai genitori di Valentina Chapellu, la bambina di un anno e mezzo deceduta all'ospedale Regina Margherita di Torino lo scorso febbraio dopo una serie di visite al pronto soccorso di Aosta ed all'ospedale Beauregard dopo le quali era stata rimandata a casa.

A segnalare quanto avvenuto è il padre della bambina, Yves Chapellu. "Fino ad ora non ho mai pubblicato o commentato nulla sulla tragedia che ha colpito la mia famiglia nel mese di febbraio, ma oggi mi sento in dovere di farlo, poichè il fatto mi ha particolarmente toccato ed alterato", ha scritto su Facebook l'uomo. 

"Trovo però alquanto vergognoso e disgustoso ricevere oggi un sollecito per il mancato pagamento del ticket sanitario per l'accesso al pronto soccorso dell'11 febbraio: la bambina stava male ma è stata dimessa prescrivendoci l'areosol. Circa 24 ore dopo quell'accesso la nostra bambina è andata in coma e non si è più svegliata... Voglio sottolineare - scrive i padre - che il ticket sanitario è stato emesso in codice bianco e a distanza di un giorno Valentina si è trovata in coma, altro che codice bianco! Sono basito che l'azienda USL, oltre ad aver evidenziato la piena fiducia nell'operato dei sanitari coinvolti, abbia consentito l'invio di questo sollecito. E io dovrei pagare 30€ di ticket per aver portato mia figlia al pronto soccorso, sentendomi dire che era solo influenza, ed averla poi riportata a casa ridotta a cenere dentro un contenitore?", conclude il post pubblicato sui social.

Dall'Azienda sanitaria valdostana è già arrivato l'annuncio che la richiesta del pagamento di 30 euro sarà annullata con scuse alla famiglia. "È stata semplicemente una richiesta ordinaria - ha spiegato il commissario Angelo Pescarmona -. Era un codice bianco, quindi chi ha fatto il sollecito per il pagamento del ticket ovviamente non era a conoscenza di ciò che è successo dopo. Quindi la richiesta dal punto di vista amministrativo è giusta, ma inopportuna. Adesso la annulleremo e chiederemo scusa alla famiglia".

 

Marco Camilli

 

 

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