Elezioni Aosta, Consiglio di Stato conferma esclusione M5s e Stella Alpina

Respinti i ricorsi delle due liste non ammesse per irregolarità nei moduli delle sottoscrizioni

 

Municipio di Aosta

AOSTA. Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi di Movimento 5 stelle e Stella Alpina contro l'esclusione dalle elezioni amministrative di Aosta di settembre. I giudici hanno così confermato quanto già deciso dal Tar e prima ancora dalla Commissione Elettorale Circondariale del capoluogo.

La lista di Stella Alpina non è stata ammessa per un problema con il modulo di raccolta delle firme che non riportava il contrassegno della lista, come imposto dalla normativa, bensì "soltanto una descrizione testuale dello stesso". Secondo i giudici la mancanza del simbolo non garantisce che i sottoscrittori avessero "consapevolezza della identità della lista" per la quale stavano firmando.

Stella Alpina si è appellata affermando che i sottoscrittori erano consapevoli di firmare per Stella Alpina visto che "le sottoscrizioni sono state raccolte presso la sede del Movimento" e che molti firmatari "sono iscritti al Movimento o sono parenti di candidati". I giudici però non hanno ritenuto valida la precisazione, né tantomeno hanno ritenuto utili "le dichiarazioni allegate al reclamo dai sottoscrittori nel senso della consapevolezza della riferibilità delle sottoscrizioni alla lista" e la "dichiarazione resa dai sottoscrittori di essere informati che il promotore della sottoscrizione è il signor Carlo Marzi Segretario Politico del movimento Stella Alpina".

Nel giudizio di primo grado il Tar aveva spiegato che la presenza del simbolo sui moduli delle firme era particolarmente importante nella "odierna società dell'immagine". Nel suo ricorso Stella Alpina ha provato a controbattere che "l'odierno livello critico di assunzione di dati, informazioni, immagini, significati, ecc., appunto propri della nostra ‘Società dell’immagine’, consente di raggiungere anche aliunde, come insegna la giurisprudenza più evoluta, siffatto indefettibile risultato". Secondo i giudici del Consiglio di Stato però la "pluralità delle forme di comunicazione" odierna "non necessariamente si traduce in un incremento del livello critico di acquisizione delle informazioni". 

Nel caso del Movimento 5 stelle, la Commissione Circoscrizionale aveva escluso un intero blocco di firme per ragioni del tutto simili a quelle che hanno portato all'esclusione di Stella Alpina. Anche per la lista del M5s i giudici del Consiglio di Stato hanno condiviso il parere del Tar secondo il quale "non vi sono elementi sufficienti da cui è possibile dedurre la piena ed inequivocabile consapevolezza dei sottoscrittori in ordine alla lista interessata dalla loro volontà adesiva".

 

 

Clara Rossi

 

 

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