Bovini piemontesi spacciati per valdostani, 1 condanna e 4 patteggiamenti

 

Assolti due dei quindici imputati, per altri chiesto il rinvio a giudizio o la messa in prova

AOSTA. Si è chiusa con una condanna, 4 patteggiamenti, 2 assoluzioni, 3 richieste di messa in prova e 5 rinvii a giudizio l'udienza preliminare relativa all'inchiesta "Blu Belga" su un traffico di bovini piemontesi fatti passare per valdostani.

Il gup di Aosta Paladino ha condannato a un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa) Paolo Moussanet, 54 anni di Challand-Saint-Victor. Hanno invece patteggiato Gabriele Empereur, 71 anni Gressan, otto mesi di reclusione e 800 euro di multa; Ezio Chabloz, 53 anni di Sarre, sei mesi di reclusione e 200 euro di multa; Albein Bagnod, 37 anni di Challand-Saint-Victor, otto mesi di reclusione e Franca Marcoz, 56 anni di Brissogne, sei mesi di reclusione.

La messa in prova è stata chiesta per Mathieu Chabod, 20 anni di La Salle; Alfredo Girod, 32 anni di Fontainemore, e Leo Montrosset, 45 anni di Jovençan.

Torneranno in tribunale il 20 aprile 2017, in quanto rinviati a giudizio, Guido Chaussod, 62 anni di Nus; Paolo Consol 62 anni di Issime; Cassiano Treboud, 42 anni di La Salle; Marco Cerise, 38 anni di Sarre, e Piergiorgio Colleoni, 47 anni di Fontainemore.

Infine l'unico veterinario imputato, Andrea Piatti di 53 anni, è stato assolto così come un secondo imputato, Camillo Pecco di Gressoney-Saint-Jean.

Secondo quanto emerso dalle indagini ai capi piemontesi venivano applicati marche auricolari e microchip di bovini autoctoni per far risultare gli animali e la loro carne valdostani. Parte della accuse inoltre riguardavano il maltrattamento e l'uccisione di animale, lo smaltimento illecito di carcasse e il ritrovamento di 38 forme di formaggio invase da parassiti.

 

M.C.

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