Legambiente accusa: a Torgnon il Covid usato come pretesto per la speculazione edilizia

L'associazione fortemente critica contro l'avviso di modifica del piano regolatore per costruire nuove case e aprire alberghi

 

avvisoTORGNON. Proteste di Legambiente Valle d'Aosta per una comunicazione definita "avviso vergogna" firmato dal sindaco di Torgnon Daniel Perrin che, come misura economica di sostegno legata all'emergenza Covid-19, annuncia una variante del piano regolatore per costruire nuove case e aprire nuove strutture ricettive.

L'avviso, diffuso a giugno, recita: "Poiché a seguito dell'emergenza Covid-19 tutte le attività economiche hanno subito notevoli rallentamenti e difficoltà, l'amministrazione comunale intende con il presente avviso informare la popolazione che verrà predisposta una variante al piano regolatore comunale che potrà incentivare per quanto possibile l'attività edilizia sul territorio, facilitando la ripartenza economica locale, accogliendo le istanze dei cittadini che intendono investire nel nostro Paese". L'obiettivo della variante, si legge, è permettere ai cittadini di rendere edificabili i terreni e autorizzare il cambio di destinazione d'uso di un fabbricato per poter edificare la prima casa o investire in una struttura ricettiva.

Per Legambiente, quella di Torgnon è una iniziativa "'improvvida" e "in contrasto con ogni principio di pianificazione urbanistica". Anziché costruire, l'associazione invita a recuperare l'esistente. "A Torgnon - evidenzia - c'è un patrimonio edilizio assai esteso, ci sono complessi in abbandono e almeno una settantina di appartamenti in vendita. Ogni famiglia residente possiede generalmente più appartamenti". Bene quindi il rilancio dell'edilizia, ma questa deve passare "dal recupero degli edifici esistenti e dal loro risanamento energetico, oggi incentivato in modo straordinario dal Bonus nazionale del 110% e dai complementari provvedimenti regionali". 

Secondo l'associazione ambientalista quella firmata dal sindaco è una mossa "pre elettorale" e soprattutto "pericolosa, in spregio all'urgenza segnalata da tutti gli osservatori - in ultimo il recente rapporto Ispra relativo all'anno 2019 - di mettere fine al consumo dei suolo, una risorse non rinnovabile, e alle necessità di puntare all'obiettivo zero consumo al 2040".

 


E.G.

 

 

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