Dpcm, Savt: Valle d'Aosta rischia una crisi devastante

'Subito un confronto tra regionale e parti sociali. 'Senza risposte immediate la disperazione prenderà il sopravvento'

Aosta

AOSTA. "Alla luce di quanto previsto nell'ultimo Dpcm la Valle d'Aosta rischia di entrare in una crisi economica e sociale devastante". Lo afferma il Savt dando voce alla preoccupazione per le ripercussioni che le chiusure e le restrizioni imposte nell'ambito dell'emergenza coronavirus avranno sul tessuto economico - e non solo - valdostano.

"Impianti a fune chiusi, Casinò chiuso, stagione invernale a forte rischio, attività di bar e ristorazione a mezzo servizio, con inevitabili conseguenze su tutti gli altri settori commerciali ed economici: con questo scenario è difficile immaginare un futuro roseo per la nostra Regione", evidenzia il sindacato.

Per gli impianti a fune e i comprensori sciistici l'assessore Luigi Bertschy ha spiegato che le Regioni sono al lavoro per presentare al più presto al governo e al Comitato tecnico scientifico un documento unico per un protocollo di sicurezza che consenta l'avvio della stagione turistica in tutte le località di montagna, ma il Savt aggiunge che serve urgentemente un confronto tra governo regionale e parti sociali. Il raffronto è necessario "se si vuole evitare che la situazione sfugga di controllo e si rischi che la disperazione abbia il sopravvento sulle persone, con l'inevitabile conseguenza che le manifestazioni di piazza alle quali abbiamo assistito in questi giorni siano solo l'inizio di un disagio incontrollato".

Il Savt sollecita il governo ad "agire nell'ambito delle nostre competenze statutarie" e a compiere "una ricognizione delle risorse economiche che sono a disposizione del bilancio regionale, comprese quelle stanziate nei mesi scorsi e non ancora utilizzate, e subito dopo approvare delle azioni importanti di sostegno per il sistema socio-economico e per garantire la giusta dignità alle persone".

Bisogna "fare in fretta", conclude il sindacato, "le persone hanno bisogno di risposte certe e immediate, altrimenti il rischio è veramente quello che la disperazione e lo sconforto prendano il sopravvento".

 

 

Elena Giovinazzo

 

 

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