Lavoro, Cgia: in Valle d'Aosta 4 colloqui su 10 vanno deserti

La Valle d'Aosta è la prima regione in Italia per selezioni di lavoro a cui nessuno si presenta. I dati dell'Ufficio studi

 

Il mercato del lavoro italiano vive un paradosso. Da una parte tanti lavoratori non trovano un impiego; dall'altra tante imprese che intendono assumere non trovano personale perché i candidati non hanno le qualifiche richieste oppure perché i colloqui vanno a "vuoto".

Il problema delle selezioni a cui nessuno si presenta riguarda tutto il territorio italiano, ma in Valle d'Aosta raggiunge il suo picco stando ai risultati di un'analisi dell'Ufficio studi della Cgia. A livello di regione infatti la Valle d'Aosta è la prima in Italia per mancanza di candidati alle prove di selezione: succede nel 39,5 per cento dei casi. La media nazionale è del 30,2%.

Guardando alle province, solo le imprese di Trento hanno maggiori difficoltà di quelle valdostane (40% delle selezioni va a vuoto). La situazione è simile a Udine (39,1% di selezioni andate deserte), Bolzano (38,1%) e Belluno (37,7%).

"Le province che vedono "saltare" di più le selezioni di lavoro per la mancanza di candidati sono quelle caratterizzate da una forte presenza di attività turistico/alberghiere con una diffusione altrettanto significativa nel settore dell’edilizia», osserva la Cgil. Il settore dei servizi turistici e della ristorazione è tra quelli più "snobbati" dai candidati (33,6%) così come il comparto delle costruzioni (39%). Poco attraente (31,5% di selezioni che vanno deserte) è il comparto dei servizi alle persone, che comprende i servizi di assistenza socio-sanitaria.

Cgia elenca una serie di ragioni che contribuiscono a questa sorta di dicotomia. "Innanzitutto, molti giovani hanno modificato la scala delle priorità: non cercano più soltanto uno stipendio, ma anche equilibrio tra vita privata e lavoro, flessibilità, possibilità di crescita. Quando un’offerta propone salari bassi, orari pesanti o poche prospettive, spesso preferiscono rinunciare ancora prima del colloquio". C’è poi un problema demografico: i giovani sono numericamente meno rispetto al passato. Di conseguenza, in molti settori sono diventati una risorsa difficile da reperire. Incide anche il disallineamento tra domanda e offerta. Tante imprese cercano figure tecniche o specializzate che il sistema scolastico non riesce più a ormare in quantità sufficiente".

Da parte delle imprese, Cgil individua come problematico "il modo in cui si seleziona il personale. Procedure lunghe, colloqui multipli, tempi di risposta infiniti o annunci poco chiari scoraggiano molti candidati. Alcuni inviano curriculum a decine di aziende contemporaneamente e poi spariscono appena trovano un’opportunità considerata migliore".

 


Elena Giovinazzo

 

 

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