Valle d'Aosta, l'ex Hotel Lanterna diventerà un hub per migranti?

Il capogruppo della Lega Andrea Manfrin: unica nota positiva è che per rimettere in piedi la struttura servono fondi che probabilmente non ci sono

 

ex Hotel LanternaAOSTA. "Adattare quell'ex albergo per farlo diventare un luogo in cui scaricare centinaia e centinaia di immigrati non è un valore per la Valle d'Aosta. Quella struttura ha delle potenzialità che devono essere sfruttate al meglio in ambito turistico e pensare di mettere persone in quel luogo ed in un comune così piccolo significa distruggere la sicurezza, l'economia, il tessuto sociale di una regione intera". Così Andrea Manfrin, capogruppo in consiglio regionale della Lega VdA, sul futuro dell'ex hotel Lanterna di Saint-Pierre, tornato argomento di attualità.

Nel 2015 l'allora governo italiano indicò l'intenzione di trasformare l'albergo abbandonato in un hub per migranti. L'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini disse che però lui non lo avrebbe autorizzato. La Corte di Cassazione in questi giorni ha intanto messo fine alla controversia sulla proprietà tra Regione e Stato stabilendo che l'ex Lanterna è di proprietà di quest'ultimo. Il timore di molto è che questa sentenza sia il primo passo verso la realizzazione dell'hub.

Il consigliere leghista, contrario al progetto, sottolinea: "Ad Aosta e di altri comuni, dove ci sono centri di accoglienza di poche decine di persone, abbiamo visto come abbiano causato in termini di spaccio, di aggressioni, di violenza ed altro. Immaginiamo se questi problemi venissero moltiplicati per 100, 200, 500..."

C'è un potenziale rischio sanitario nel riunire tante persone in un posto così circoscritto? "Le cronache ultimamente - dice Manfrin - ci stanno riportando una serie di sbarchi con decine di contagiati. È notizia di questi giorni che a Treviso sono stati trovati 129 positivi in un centro di accoglienza, praticamente la metà dei nuovi contagiati su tutto i territorio nazionale. Dopo aver circoscritto e limitato questa pandemia con enormi sforzi, adesso trovarsi con potenziali focolai scaricati sul territorio è assurdo. Quello dell'aspetto sanitario comunque non è un problema di oggi: ricordo dal 2014-2015 i casi di scabbia, Aids e di malattie infettive emersi con l'arrivo di immigrati in Valle d'Aosta. La pandemia Covid aggiunge ulteriori pericoli e costi a carico del sistema sanitario nazionale. Quindi non vedo niente di positivo nella scelta di un hub all'ex hotel Lanterna".

Il capogruppo sottolinea che "per il momento ciò che ci tiene al riparo da questa possibilità è il fatto che per rimettere in piedi quella struttura servirebbero tempi molto lunghi e tanti di quegli interventi per i quali probabilmente non ci sono fondi. Forse questa è l'unica garanzia che abbiamo in questo momento".

Nel caso il progetto fosse confermato e lo Stato trovasse i fondi necessari, il prossimo governo regionale avrà dei margini di azione per opporsi? Manfrin spiega che "è di tutta evidenza che metteremo in campo tutte le iniziative possibili per evitarlo. Ponendo la questione a livello sanitario sicuramente le possibilità ci sono ed a livello di ordine pubblico credo anche. Avendo un presidente della Regione che copre anche la carica di prefetto tutta una serie di valutazioni passano dalla Regione e questo consente di avere un certo margine di sicurezza. È evidente che il dossier comunque va studiato. Dovremo leggere le carte e dare risposte adesso può essere e affrettato".

 

 

Marco Camilli

 

 

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