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Bressa sostituisce Flick in Commissione paritetica Stato - Regione Valle d'Aosta

In Consiglio regionale scontro tra Lega e presidente della Regione Lavevaz

 

Consiglio regionale

Il senatore bolzanino Gianclaudio Bressa è il terzo rappresentante della Valle d'Aosta all'interno della Commissione paritetica Stato - Regione. Nato politicamente nella Dc e cresciuto nel Partito democratico, attuale componente del gruppo in Senato per le Autonomie e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, affianca il collega Albert Lanièce e la professoressa Barbara Randazzo.

Bressa sostituisce Giovanni Maria Flick che ha clamorosamente rinunciato subito alla nomina in Paritetica a causa del consenso non unanime espresso nei suoi confronti dall'assemblea valdostana.

Il senatore delle Autonomie oggi ha ottenuto venti voti, uno in più rispetto a Flick lo scorso 9 giugno.

Scontro tra Lega e Lavevaz sulle nomine

Se quindici giorni fa in Consiglio Valle il punto delle nomine della parte regionale in Commissione Paritetica è stato votato senza alcuna discussione, oggi al contrario l'opposizione si è scontrata con il presidente della Regione Erik Lavevaz.

Punto centrale del dibattito: le modalità di comunicazione del nome di Bressa alle forze politiche presenti in aula.

Il capogruppo della Lega Valle d'Aosta Andrea Manfrin ha espresso «stupore» per l'indicazione arrivata dal governo regionale. «Più volte in Conferenza capigruppo abbiamo sollecitato un confronto e l'urgenza di addivenire alla nomina della Commissione paritetica. A fronte di questo - ha sottolineato il capogruppo leghista - c'è sempre stata una risposta assertiva e interlocutoria da parte del presidente della Regione fino ad arrivare, la volta scorsa, all'annuncio dei tre candidati (Flick, Lanièce e Randazzo, ndr) senza nessun tipo di condivisione. Il presidente Lavevaz ha fatto uno scivolone bello grosso. Oggi arriviamo in aula con modalità di condivisione ancora inferiori alla volta scorsa, visto che abbiamo appreso della candidatura di Bressa dal tg».

La risposta del presidente della Regione: «Anch'io sono stupito. Quindici giorni fa quando ho proposto le tre candidature alla Conferenza dei capigruppo nessuno ha proferito parola». Per questo «ieri (in Conferenza capigruppo, ndr) non ho ritenuto utile presentare il nome del nostro candidato in capigruppo visto che sui tre nomi non c'era stata discussione né in Capigruppo né in Consiglio».

Lavevaz ha replicato anche alle affermazione del leghista Erik Lavy sull'UV che rappresenta un «punto di appoggio per i partiti nazionali». «Rassicuro il collega Lavy: l’Union Valdôtaine non è punto di appoggio per i movimenti nazionali e stupisce che questo tipo di dichiarazione arrivi da lui, componente di un partito nazionale che fa le riunioni in via Bellerio. Noi le facciamo in avenue des Maquisards e ci riteniamo valdostani».

Il «problema ideologico»

La Lega ha posto anche «un problema ideologico» sulle figure scelte come rappresentanti della Regione autonoma Valle d'Aosta. «Nulla da dire sui curricula, peraltro di grande rilievo, ma stiamo parlando dei commissari regionali ed è corretto scegliere un rappresentante della Corte Costituzionale?», ha chiesto la leghista Spelgatti riferendosi a Flick. «I rappresentanti regionali devono aver ricoperto cariche statali? A mio avviso no».

Secondo il presidente Lavevaz comunque quella del senatore Bressa è la figura giusta. «È stato componente di Commissioni paritetiche, in particolare nella Provincia autonoma di Trento, occupandosi di norme di attuazione relative all'idroelettrico e ad altri argomenti che sono di assoluta attualità e interesse anche per la Vale d'Aosta. Riteniamo che sia la personalità più adatta per portare avanti le iniziative sulla quale la nostra Commissione dovrà lavorare nei prossimi mesi e nei prossimi anni.»

 

 

Elena Giovinazzo

 

 

 

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