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Post sui no vax, Guichardaz: mie parole travisabili, ma rimango della mia opinione

L'assessore: rivolte minacce fisiche a me e alle persone vicine. Manfrin: stupisce il mancato intervento del presidente del Consiglio


Jean-Pierre Guichardaz

«Approfitto di questa occasione pubblica per scusarmi se posso aver dato la sensazione di suggerire altre tipologie di trattamenti speciali. Ribadisco che non era mia intenzione trasmettere quel messaggio». Così l'assessore regionale Jean-Pierre Guichardaz è intervenuto questa mattina in Consiglio regionale sul post pubblicato sulla sua pagina Facebook che ha infiammato i social nei giorni scorsi a proposito di un "trattamento speciale" da riservare ai no vax.

L'assessore è intervenuto dopo una interrogazione a risposta immediata della Lega VdA che chiedeva chiarimenti sulla frase dei "trattamenti speciali" e su un altro commento di Guichardaz rivolto sempre a coloro che non si vaccinano per scelta.

L'assessore ha spiegato di aver ricevuto «minacce fisiche» rivolte «non solo a me, ma anche alle persone a me vicine» in seguito al post e che il "trattamento speciale" evocato nel suo messaggio era riferito al far pagare le cure sanitarie ai no vax che finiscono in ospedale. «Se dipendesse da me, ma così non è, applicherei il modello immaginato dal Québec e cioè una tassazione supplementare valutando il costo evitabile. Un posto letto in rianimazione circa 3.000 euro al giorno e uno in reparto Covid la metà. I dati ci dicono che i non vaccinati sono più esposti a sintomi gravi che possono sfociare in ricoveri, causando occupazione di posti letto e uso di risorse umane ed economiche diversamente impiegabili e una inevitabile ricaduta sulle liste d'attesa. In Valle d'Aosta - ha proseguito l'assessore - i ricoveri in terapia intensiva con Covid non vaccinati sono stati anche il 100%. Può essere che abbia utilizzato parole travisabili e particolarmente dure. Resto tuttavia dell'opinione che il comportamento di chi si infetta e infetta volontariamente qualcuno cagionando di fatto un'epidemia, oltre che perseguibile penalmente, è particolarmente esecrabile».

Nella replica il capogruppo della Lega, Andrea Manfrin, ha commentato la risposta dell'assessore. «Lei riconosce, ma solo in parte, di aver sbagliato, non si scusa e ribadisce che il trattamento speciale, come far pagare le cure a chi fa una scelta legittima, lo applicherebbe. Non ha risposto alla questione delle aree mediche e terapie intensive da aumentare, che forse è la vera ragione della collocazione in zona arancione della Valle d'Aosta».

Da Manfrin anche una frecciata al presidente del Consiglio regionale. «Mi stupisce il mancato intervento del presidente del Consiglio che in passato ha diffuso l'invito ad abbassare i toni e in questa occasione invece è silente».

 

 

M.C.

 

 

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