Per la maggioranza il testo coniuga la tutela del patrimonio con le specificità territoriali. Accolti un emendamento e un ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha approvato la nuova legge sull'ordinamento e il funzionamento del Corpo forestale della Valle d'Aosta. L'aula ha votato a larga maggioranza: 28 voti a favore (UV, CA, FI, FdI, PD-FP, AdC) e 6 astensioni (Lega VdA, AVS, La Renaissance).
Sul disegno di legge è stato recepito in Aula un emendamento di Fratelli d'Italia volto a coordinare il testo con l'ordinamento statale e con il corretto riparto delle competenze tra Regione e Stato. Gli altri emendamenti sono stati respinti, ritirati o sono decaduti.
Contestualmente, l'Assemblea ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno depositato dal gruppo Autonomisti di Centro che impegna il presidente della Regione e l'assessore alle risorse naturali a presentare in Commissione consiliare, insieme ai referenti del Corpo dei vigili del fuoco e del Corpo forestale, il testo della delibera che definisce gli ambiti e i modelli organizzativi di intervento prima della sua approvazione in Giunta.
«Il testo arriva in Aula al termine di un lungo confronto con le organizzazioni sindacali, avviato nella precedente legislatura, con l’obiettivo di avvicinare vigili del fuoco e forestali ai modelli nazionali», ha ricordato il relatore Michel Martinet (UV) durante il dibattito, e «coniuga la tutela del patrimonio ambientale con il riconoscimento delle specificità territoriali e istituzionali della nostra Regione».
«La riforma punta a creare le condizioni per allineare anche sul piano previdenziale i forestali valdostani agli omologhi della Polizia di Stato, tenendo conto delle specificità e delle funzioni svolte, soprattutto in materia di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria», ha affermato ancora il relatore. «Dal punto di vista generale, rispetto alla norma vigente, viene confermata al Corpo forestale l'attribuzione di compiti tecnici di prevenzione, sorveglianza, valorizzazione e tutela del patrimonio forestale e montano. Viene perciò ribadito che il Corpo forestale è un Corpo tecnico con funzioni di polizia, e non un Corpo di polizia con funzioni tecniche».
Nel corso del dibattito AVS ha parlato di una legge limitata in quanto «non chiarisce sufficientemente il profilo del Corpo, anzi in alcuni punti lo indebolisce». La capogruppo Chiara Minelli ha segnalato inoltre «un altro punto critico che riguarda la gestione degli incendi boschivi: come evidenziato in una lettera dei sottufficiali, il riferimento alle infrastrutture rischia di creare confusione e limitare l’ambito di intervento, complicando la catena decisionale e incidendo su tempestività ed efficacia. Critico è anche il punto sull’introduzione dei funzionari forestali: la novità non è accompagnata da una definizione chiara di compiti, competenze e requisiti, rischiando di creare ruoli deboli».
Dai banchi della Lega VdA è arrivato un giudizio «complessivamente positivo» sul disegno di legge. «Abbiamo tuttavia presentato una serie di emendamenti, non ideologici ma tecnici e migliorativi, per correggere alcune imprecisioni normative, rafforzare l’organizzazione interna, chiarire ruoli e competenze», ha affermato il capogruppo Andrea Manfrin annunciando il voto favorevole al test.
Secondo il gruppo PD-FP «questa legge avrà un senso compiuto solo se il percorso di equiparazione previdenziale dei forestali andrà a buon fine: per questo abbiamo presentato un ordine del giorno che impegna il Governo regionale a riferire entro sei mesi sullo stato della norma di attuazione», come affermato da Fulvio Centoz.
Per Fratelli d'Italia l'impianto generale della legge è condivisibile, ma «permangono alcune criticità» sulle funzioni di pubblica sicurezza e sull'estensione delle competenze attraverso atti della Giunta regionale. Il capogruppo Alberto Zucchi ha indicato come necessario «un intervento chiarificatore, per evitare ambiguità e possibili profili di incostituzionalità».
Marco Carrel (AdC), ex assessore all'Agricoltura, ha affermato che «questo disegno di legge appare sostanzialmente sovrapponibile a quello già presentato nel 2025, a cui avevo personalmente lavorato in qualità di assessore», ma il «questa versione non è stata condivisa con le organizzazioni sindacali: una scelta per noi grave e incomprensibile, soprattutto alla luce del fatto che il precedente testo era frutto di concertazione con le parti sociali. Ci troviamo di fronte a un percorso segnato da passi indietro, modifiche tecniche senza spiegazioni politiche e un ritorno, di fatto, alla versione originaria, segno di una evidente mancanza di visione».
E.G.
(aggiornato il 25/03/2025)




