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Casinò, la minoranza: da marzo stop a stipendi se non arriveranno i soldi

 

Alpe e Gruppo Misto: con trend attuale servirà ricapitalizzazione. Nuova ipotesi per il trasferimento di 48,6 milioni

AOSTA. «A fine marzo 2017 se non arrivano i soldi dell'azionista, non tutti, una parte, loro non possono onorare gli impegni assunti, che vuol dire, e lo diciamo noi questo, non pagare gli stipendi o i fornitori». Così i consiglieri regionali Albert Chatrian ed Elso Gerandin (rispettivamente Alpe e Gruppo Misto) a seguito dell'audizione in II Commissione consiliare dei revisori dei conti del Casinò de la Vallée che si è svolta ieri.

Secondo quanto riferito dai due consiglieri, la situazione finanziaria dell'azienda è delicatissima. «Sono in crisi di liquidità - hanno detto -. Con il trend che stanno avendo sicuramente la perdita di esercizio sarà intorno ai 16 milioni di euro. Se superano i 15,6 milioni, si riduce il capitale sociale per l'azionista, che va sotto gli 80 milioni, rendendo necessaria una ricapitalizzazione».

A destare preoccupazione è anche l'esposizione debitoria della casa da gioco: «è di 75 milioni di euro: 53 di mutui, 12 per le aperture di credito, 9 per fatture non scadute ma da onorare».

Accanto ai problemi finanziari è inoltre risorto il problema politico dei 48,6 milioni di euro di trasferimento dalla Regione al Casinò per esinguere un mutuo con Cva (20 milioni) e "restituire" 28,6 milioni di euro dei lavori di ristrutturazione. Nei giorni scorsi, dopo le tensioni in maggioranza, l'assessore al Bilancio Ego Perron aveva annunciato un emendamento per stralciare il comma dell'articolo 19 che dispone lo stanziamento tuttavia ora la questione si è riaperta. «Esiste un emendamento proposto dalla Commissione per lo stralcio, poi c'è un ragionamento portato avanti dall'assessore che non è sicuramente definitivo» ha riferito il presidente Leonardo La Torre (Uv). L'ipotesi è quella di vincolare il trasferimento dei 48,6 milioni al fondo di riserva d Finaosta. Questa mattina la II Commissione tornerà a riunirsi.

 

Marco Camilli

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