Sergio Pellissier: un valdostano d.o.c. innamorato del Chievo Verona

Una vita professionale con i colori gialloblù


photo by PixabayUn amore di quelli che fanno battere il cuore all’impazzata, di quelli che non si dimenticano nemmeno nell’arco di una vita intera; ecco cosa è stato il Chievo Verona per Pellissier e Pellissier per il Chievo Verona. Sergio, valdostano d.o.c. nato ad Aosta nel lontano 1979, ha vissuto 17 anni della sua vita professionale con i colori gialloblù addosso, colori con cui si è tolto importanti soddisfazioni come diventare il miglior marcatore, con 112 reti, di quel piccolo ma per lui (e anche per noi) grande club di proprietà di Luca Campedelli. E se tutto ciò non bastasse, vi ricordiamo che 4 di quelle splendide 112 reti sono state segnate al Verona, un bottino che gli ha permesso di divenire lo scorer numero uno del derby di Verona. Certo, Pellissier in carriera non ha vinto granché, se non un Viareggio nel 1998 e un campionato di Serie B nella stagione 2007-2008, ma volete mettere la gioia nel poter vestire dal 2002 al 2019 la maglia del suo Chievo? Probabilmente starete sorridendo davanti a questa affermazione, ma in fondo noi facciamo parte di quella categoria, in via di estinzione, che prende il nome di “romantici del calcio”, quelli per cui l’attaccamento alla maglia vuol dire tutto, quelli per cui il sudore misto a passione per il club in cui si milita è tutto, più di una Champions League o di un’Europa League conquistata. In Pellissier ci rispecchiamo, se non altro perché è stata l’ultima delle bandiere con cui siamo cresciuti a pane e pallone. Ritiratisi i vari Baresi, i Maldini, i Zanetti, i Totti e i Del Piero, ci restava solo l’eterno Sergio che nel 2019 ha dovuto appendere gli scarpini al chiodo. Dura lex sed lex quella del tempo che non risparmia nessuno, nemmeno un attaccante con il senso del goal, abituato ad allargarsi sugli esterni per poi tagliare verso il centro, come è stato Pellissier.

Un professionista esemplare

Pellissier non è stato solamente un calciatore innamorato della maglia gialloblù, che per 17 anni ha indossato con grande fierezza, ma anche un professionista serio, scrupoloso e dedito al suo lavoro, certamente molto diverso rispetto ai colleghi più giovani tra cui Pogba, centrocampista dal look sopra le righe così come alcuni suoi comportamenti in campo. D'altronde non c'è da meravigliarsi: Sergio, valdostano d.o.c., lo ricordiamo, è stato una delle ultime bandiere che nel calcio di oggi ormai stanno per scomparire, e le bandiere, si sa, sono un esempio per tutti. Dai tifosi passando per i calciatori: non c’è nessuno che non abbia apprezzato l’uomo e insieme lo sportivo che fino a 40 anni di età non ha mai mollato. Il ricordo più bello che abbiamo del nostro eroe, nato nella bellissima città di Aosta, oltre all’esordio in Champions League nel 2006-07, è quello del 2007-2008 quando, nonostante la retrocessione del Chievo in Serie B, ha deciso di restare con i gialloblù rendendosi protagonista di una cavalcata trionfale che l’anno successivo avrebbe riportato la sua squadra in paradiso. Solo altri due grandissimi italiani prima di lui avevano mostrato una tale dedizione per la causa e rispondono ai nomi e cognomi di Gianluigi Buffon e Alessandro Del Piero nell'anno della retrocessione della Juventus. Non male per Sergio essere accostato a questi due mostri sacri, non trovate?

Il marcatore più anziano della Serie A

photo by PixabayQuasi ce ne stavamo per dimenticare: Pellissier con i suoi 39 anni e 290 giorni è il marcatore più anziano della Serie A. Il suo ultimo goal, su calcio di rigore, risale a Chievo Verona-Fiorentina, partita vinta dai Viola per 4 a 3, che si è giocata il 27 gennaio del 2019. Con quella segnatura dal dischetto aveva salutato definitivamente le porte avversarie, che non avrebbe più infranto, prima dell’addio ufficiale il 10 maggio 2019. Che peccato quando anche le favole più belle finiscono, e la favola che ha avuto come protagonista il valdostano Sergio Pellissier è stata forse la più bella che la storia recente del pallone ricordi. D’altronde cosa c’è di più unico di un ragazzo che da professionista semi-sconosciuto diventa un bomber da oltre 100 reti in Serie A?

 

 

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