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Controlli e spostamenti, le domande rimangono senza risposta

 

posto di blocco

AOSTA. In questa settimane di emergenza Coronavirus, ci siamo abituati a convivere con autocertificazioni, mascherine ed a prendere confidenza con le regole di distanziamento sociale e con le forze dell'ordine che, in prima linea sul territorio, vigilano sul comportamento di ognuno di noi.

Abbiamo ricevuto da un nostro lettore una testimonianza fotografica della situazione della Val Veny, nel comune di Courmayeur, dove ieri (ma anche oggi) ha potuto constatare la presenza di numerose auto che, date le attuali restrizioni, non dovevano essere lì. E invece c'erano. Abbiamo così provato a contattare Questura e prefettura per avere una indicazione da parte di chi presidia il territorio su ciò che sta avvenendo, soprattutto alla luce delle dichiarazioni sull'inasprimento dei controlli. 

Dopo un'ora di ripetuti tentativi di prendere la linea e diversi inviti a richiamare "tra 5 minuti" perché la persona che poteva rispondere era occupata in una conversazione telefonica, dalla Questura ci è stato proposto di ritentare nel pomeriggio quando forse avremmo trovato qualcuno. In prefettura, dopo che tutti gli interni sono risultati occupati, la segreteria ci ha spiegato che non c'era nessuno che poteva rispondere.

Sicuramente le istituzioni in questo momento hanno molto da fare, troppo da fare anche per rispondere alle nostre domande - che sono poi le domande che si pongono molti valdostani. Quindi ciò che non siamo riusciti a chiedere a loro lo chiedo qui: come è possibile che, nonostante i proclami del Prefetto e nonostante le interviste del nostro Questore, sul territorio non si riesca a controllare il traffico proveniente dalle altre regioni?

Pur confinate in casa, le persone non sono diventate cieche e sorde. Guardano fuori dalla finestra e si accorgono se c'è qualcosa che non va come dovrebbe andare. E si chiedono come sia possibile non poter uscire di casa e fare 50 metri in più quando altre persone riescono ad eludere i controlli tanto da una regione all'altra senza apparenti intoppi. 

 

Marco Camilli 

 

 

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