Courmayeur, auto in sosta e traffico: la Val Veny presa d'assalto

Dalla località ai piedi del Monte Bianco tante segnalazioni sull'arrivo dei villeggianti nelle seconde case per la Pasqua nonostante l'emergenza Coronavirus

 

Val Veny

COURMAYEUR. Nei giorni in cui l'Italia fronteggia l'ennesima settimana in lockdown, nelle zone turistiche l'attenzione è tutta rivolta all'arrivo di una nuova ondata di villeggianti intenzionati a trascorrere il periodo di Pasqua come se fosse una vacanza. In barba ai decreti che impongono di limitare gli spostamenti al minimo indispensabile per tutelare la salute di tutti i cittadini.

In Valle d'Aosta ancora una volta diverse segnalazioni in tal senso arrivano da Courmayeur. Sui social immagini e commenti arrabbiati riferiscono di un aumento del traffico già dalla scorsa settimana e di proprietari di seconde case che si sono spostati in Valle soprattutto dalla Lombardia.

Una delle immagini che raccontano la situazione è stata scattata da un cittadino fuori casa per motivi di lavoro e ritrae la Val Veny: si scorge una fila di auto lungo la strada che invece dovrebbe essere deserta (tra l'altro nella vallata ci sono ulteriori restrizioni sul traffico imposte dal Comune). «Ieri le auto erano veramente tante - ci spiega la persona che ha scattato la foto - e c'era un bel via vai. Tutto questo mentre noi rimaniamo chiusi in casa. Io non possono nemmeno passare a prendere i miei figli». Oggi, lunedì, la situazione si sta replicando: «la vallata è piuttosto affollata - dice -, anche se un po' meno rispetto a ieri».

Il lettore riferisce di non aver visto le targhe delle auto. Impossibile quindi sapere se fossero turisti arrivati da oltre confine o italiani. Tuttavia in questi giorni le auto in transito al traforo del Monte Bianco si contano sulle dita di una mano. 

Come è stato annunciato ieri, da questa settimana i controlli saranno intensificati per bloccare l'esodo verso le località di villeggiatura, ma è evidente che in alcuni casi è già troppo tardi.

I controlli ci sono sempre stati, è vero, ma non bastano. «I numeri delle forze dell'ordine sul territorio non consentono di effettuare più di tante verifiche», ha detto qualche giorno fa il presidente della Regione, Renzo Testolin (leggi l'articolo su Aostaoggi.it). Tradotto: non ci sono abbastanza operatori per contrastare l'assenza di buonsenso e l'incapacità di seguire le regole di una parte (fortunatamente poco numerosa) di cittadini. 

 

Marco Camilli

 

 

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