Arresto Longarini, difesa: "con Cuomo solo rapporto di amicizia"

 

Il magistrato interrogato dal gip di Milano ha dichiarato la "totale estraneità ai fatti contestati"

AOSTA. «Un fulmine a ciel sereno»: l'avvocato del magistrato Pasquale Longarini ha descritto così l'arresto del suo cliente, lunedì scorso da parte della guardia di finanza di Milano, per le accuse di induzione indebita a dare o promettere utilità e favoreggiamento.

Oggi si è svolto l'interrogatorio del procuratore capo facente funzione di Aosta davanti al gip di Milano Giuseppina Barbara ed il legale ha spiegato di aver «portato oggi molti elementi e riscontri per dimostrare che le cose non stanno nei termini dell'accusa e chi accusa se ne assumerà la responsabilità».

Tra Longarini e Cuomo, coindagato dalla procura milanese, c'era «un rapporto amicale che ha convolto le rispettive famiglie, anche perché entrambi hanno figli che studiano a Milano» ha affermato ancora l'avvocato. Secondo l'accusa, Longarini fornì a Cuomo informazioni su indagini della Dda di Torino che lo coinvolgevano e lo avrebbe favorito facendo sottoscrivere ad un commerciante e albergatore su cui stava indagando, Sergio Barathier, un contratto di fornitura a suo favore. Longarini davanti al gip ha sottolineato la sua «totale estraneità ai fatti contestati» ha detto il legale aggiungendo che il magistrato ha «negato di aver mai indotto Barathier a prendere quella fornitura e negato di aver avuto con lui contatti illeciti. Anzi, ha chiarito tutti gli aspetti in un interrogatorio esaustivo e completo».

Al gip è stata presentata la richiesta di revoca della misura cautelare.

 

M.C.

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