Fratelli d'Italia: la manifestazione è politica e il Comune fa da bancomat. La Giunta replica: diritti civili tra le priorità di questa Amministrazione
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Il contributo di circa 7.000 euro erogato dal Comune di Aosta per la Pride Week e l'Aosta Pride torna al centro dell'attenzione politica. In passato c'era stato anche un ricorso da parte della Lega, bocciato, e quest'anno Fratelli d'Italia torna a puntare l'attenzione sul sostegno economico concesso dall'amministrazione comunale.
Secondo il partito "il Comune fa ancora da bancomat ad una manifestazione connotata politicamente" e che "non è meramente culturale".
Il capogruppo in consiglio comunale Manuel Cipollone afferma in una nota: "Se non bastasse l’evidenza dei temi trattati, si può aprire il sito dell’evento e scorrere sul menù a tendina: si troverà un interessantissimo “manifesto politico”. Qualcuno dovrà rispondere molto bene sull’opportunità di sostenere, con i soldi di tutti i contribuenti, una manifestazione innegabilmente politica nello stesso anno in cui per una importante tradizione come i Carnavals de Montagne non si sono trovate risorse".
Walter Musso, commissario di FdI in Valle d'Aosta, aggiunge: “Non esiste alcun diritto a essere finanziati dal Comune".
Il Comune risponde attraverso un comunicato della Giunta in cui si legge che il sostegno del Comune riguarda "una parte della programmazione culturale della Pride Week, composta da spettacoli teatrali, stand-up comedy, cinema, incontri e laboratori che attraversano diversi luoghi della città. È una scelta trasparente e pienamente rivendicata. Riteniamo che anche attraverso la cultura una comunità possa interrogarsi, conoscersi meglio e contrastare stereotipi, discriminazioni e pregiudizi".
"Tra le priorità di questa Amministrazione vi sono anche la promozione dei diritti civili, delle pari opportunità, dell'inclusione e del rispetto di ogni persona", ribatte ancora la Giunta del capoluogo.
E a proposito della manifestazione dei Carnavals de Montagne, l'amministrazione di piazza Chanoux sottolinea che "l’edizione 2026 non è saltata perché l’Amministrazione abbia scelto di destinare le risorse ad altre identità o ad altre culture", ma per l'accavallarsi di eventi nel periodo (tra cui il passaggio della Fiamma Olimpica) e i conseguenti problemi sul piano organizzativo. "Mettere in competizione la tutela delle tradizioni valdostane con il riconoscimento dei diritti delle persone LGBTQIA+ significa costruire una contrapposizione che non ci appartiene", si legge infine nel comunicato del Giunta.
E.G.
