«Esiste una rete internazionale dell’antifascismo militante che utilizza la violenza per mettere a tacere chi non si allinea»
La Lega Giovani Vallée d’Aoste esprime in una nota «la propria vicinanza e il massimo sostegno alle attiviste del Collectif Némésis» per «il clima di intimidazione derivante da un’islamizzazione incontrollata della società, pagando spesso il prezzo del loro impegno in termini di sicurezza personale». La Lega Giovani richiama la morte di un ventitreenne «barbaramente pestato da un gruppo organizzato» nel corso di una «protesta pacifica in occasione di un dibattito dell’eurodeputata Rima Hassan».
Secondo il Collectif tra gli aggressori ci sarebbe «Jacques Elie Favrot, collaboratore del deputato di La France Insoumise Raphaël Arnault», sul quale «pendeva un mandato delle autorità ungheresi per fatti analoghi a quelli contestati a Ilaria Salis».
Il gruppo Giovani sostiene esista un «disegno orchestrato» che collega i fatti di Torino e quelli di Lione: «una vera e propria rete internazionale dell’antifascismo militante» che «utilizza la violenza per mettere a tacere chiunque non si allinei al pensiero unico».
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