
Il 30 maggio 2026 la Puskás Aréna di Budapest sarà la protagonista dello sport mondiale perché ospiterà la finale di UEFA Champions League con al suo interno il “solito” Paris Saint-Germain e una vecchia conoscenza: l'Arsenal. Questa finale avrà, tra le tante particolarità, un calcio d'inizio anticipato alle 17:00 (ora britannica) invece che la solita collocazione serale.
Le due squadre hanno conquistato l'accesso all'ultimo atto eliminando rispettivamente il Bayern Monaco e l'Atlético Madrid; per la squadra inglese si tratta della prima finale continentale dopo oltre vent'anni di storia, oltre che di una nuova occasione per conquistare il suo primo titolo europeo. Per il Paris Saint-Germain la storia è diversa poiché è campione in carica e con questa occasione punta a difendere il trofeo durante il corso del 2025.
L’attesa è già frizzante perché la finale ripropone di fatto quella che è stata la semifinale dello scorso anno, che i parigini si aggiudicarono con un complessivo 3-1 e le cui conseguenze si sentono ancora nelle scommesse calcio oggi tra giocatori venduti e formazioni ricostruite.
Se sul piano sportivo l'incontro è percepito come molto equilibrato per l’esperienza e le capacità delle due squadre, mediaticamente parlando questo si prepara ad essere uno degli eventi calcistici più seguiti della stagione, specie perché sarà la prima finale ad avere delle particolari novità televisive.
Qual è la squadra favorita per il pubblico?
Sul fronte dei valori tecnici le due squadre sono considerate dagli analisti come equivalenti.
L'Arsenal arriva alla finale come unica squadra ancora imbattuta dell’intero torneo, complice anche l’avere dalla sua il miglior reparto difensivo della Champions League. Con appena sei reti subite, nove partite chiuse senza incassare gol e ventinove reti realizzate, L’Arsenal sembra essere estremamente competitivo nonostante l’assenza di nomi e soldi che invece sono propri degli avversari francesi.
Dall’altra parte troviamo il Paris Saint-Germain di Luis Enrique, che si propone come la squadra più minacciosa dal punto di vista per vantaggio psicologico, complice anche aver vinto soltanto lo scorso anno una partita. A questo si deve aggiungere un piccolo dettaglio: l’attacco del Paris Saint Germain, con da Ousmane Dembélé, Khvicha Kvaratskhelia e Désiré Doué, è considerato come il più minaccioso d’Europa: proprio per questo le quote champions rispecchiano gli equilibri tra le due squadre.
Una finale che ridefinisce in parte il rapporto col pubblico inglese
La finale Champions 2026 sarà sicuramente un appuntamento dal forte impatto mediatico, anche perché è al centro di una grande discussione sulla gestione dei diritti televisivi. Nel Regno Unito, per la prima volta in trentaquattro anni la partita non sarà disponibile in chiaro perché l'emittente titolare dei diritti ha scelto di trasmettere l'incontro su una piattaforma in abbonamento accanto al proprio canale principale.
Nonostante questo, le previsioni indicano un audience in crescita rispetto alle ultime stagioni perché la piattaforma coinvolta è presente in oltre dieci milioni di abitazioni britanniche, e il ritorno di un club inglese in finale dopo tre anni è considerato un fattore capace di trainare gli ascolti.
La politica locale non ha preso bene la scelta del detentore dei diritti in quanto si sono immediatamente alzate voci che hanno richiesto formalmente per fare in modo che le grandi finali sportive restino accessibili gratuitamente, cosa che ha fatto indispettire la UEFA stessa.



