Covid-19: sono 111 i casi in Valle d'Aosta, 5 in condizioni critiche

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Il reparto Covid all'ospedale Parini raddoppia i posti letto

Renzo Testolin


AOSTA. Indossando mascherine a coprire naso e bocca, i componenti dell'Unità di crisi della Valle d'Aosta in conferenza stampa questa sera hanno presentato l'ultimo bilancio della situazione Coronavirus in Valle d'Aosta. I positivi salgono a 111 di cui 38 ospedalizzati e 5 in terapia intensiva, di età compresa dai 45 agli 80 anni, i restanti 73 sono isolati a domicilio. Anche nella nostra regione i più colpiti sono gli uomini.

I tamponi in attesa di risultato sono una cinquantina; 1061 le persone sottoposte ad isolamento.

Il direttore del dipartimento di Emergenza, Luca Montagnani, ha sottolineato il «grosso sforzo fatto da tutti gli appartenenti al collegio di direzione» per affrontare l'emergenza. Uno sforzo che si concretizza anche con il raddoppio del reparto per pazienti Covid-19 che passa da 30 a 66 posti letto disposti in un'unica ala e su un unico piano dell'ospedale regionale Parini. Sono inoltre pronti 2 posti letto in Pediatria, al presidio del Beauregard. In Rianimazione sono presenti 10 letti per pazienti positivi al Coronavirus «che possono essere portati a 20 se arriveranno le apparecchiature».

A proposito delle ultime limitazioni alle prestazioni erogate sul territorio dall'Azienda usl, l'Unità di crisi ha spiegato che c'erano ancora «flussi troppo alti all'interno delle postazioni rimaste aperte per prestazioni che in questo momento non sono così fondamentali».

Quanto alla positività del commissario dell'Azienda Usl Angelo Pescarmona, i componenti dell'unità di coordinamento - che sono stati in stretto contatto con Pescarmona - si sottoporranno al tampone soltanto se mostreranno i sintomi sospetti (tosse secca, febbre a 37,5°, problemi respiratori). «Noi sanitari continuiamo a lavorare anche se siamo stati a contatto» a soggetti positivi altrimenti «si bloccherebbe tutto», ha evidenziato il dottor Luca Montagnani. «Fino a quando non avremo sintomi continueremo a lavorare». Diverso il discorso per i cittadini che hanno riferito di aver avuto contatti con Pescarmona e per i quali è scattato l'isolamento preventivo.

 


Elena Giovinazzo

 

 

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