I giudici avevano annullato le condanne di tre imputati e l'assoluzione della quarta accusata

La sentenza del processo di appello bis relativo all'inchiesta Geenna sulla 'ndrangheta in Valle d'Aosta contiene "vizi di motivazione" che dovranno essere sanati con un terzo processo. Lo scrive la Corte di Cassazione nel motivare l'annullamento della sentenza dell'appello bis, deciso lo scorso dicembre, e il rinvio ad un nuovo processo a Torino.
Nelle 70 pagine di motivazioni i giudici di Cassazione spiegano che la sentenza di appello-bis "segnala, con ragionamento completo e coerente, l'esistenza di gravi fatti delittuosi che già presentavano caratteri accostabili a quelli tipici dell'organizzazione 'ndranghetista". Tuttavia le fonti istruttorie indicate "non si pongono in piena continuità temporale rispetto alla data di commissione del reato per il quale si procede".
Considerando che gli arresti per Geenna risalgono al 2019, secondo la Cassazione manca una "completa motivazione rispetto alla continuità del modello mafioso della casa madre già dislocato in Aosta e zone limitrofe, con la locale operante dal 2014".
Il secondo processo d'appello si era concluso con una sentenza, poi appunto annullata dalla Cassazione, di assoluzione per Monica Carcea e di condanna per Alessandro Giachino, Nicola Prettico e Antonio Raso.
M.C.



