Raccordo A5-S227, opposizioni: la maggioranza si sottrae al confronto

«Questa vicenda evidenzia una fragilità politica del presidente della Regione e della sua maggioranza»

 Consiglio Valle

L'imminente chiusura del raccordo A5-SS27 riaccende lo scontro politico all'interno del Consiglio regionale della Valle d'Aosta tra maggioranza e opposizioni.

Nel pomeriggio di ieri, a poche ore dal termine della seduta, la maggioranza ha proposto di aggiungere in via d'urgenza una risoluzione sulla chiusura delle gallerie che impegna il presidente della Regione a chiedere la convocazione dell'assemblea dei soci di SAV per affrontare la questione. Proposta di aggiunta accettata dai gruppi di minoranza con il suggerimento di far proseguire la seduta oltre il consueto orario per poter sviluppare un dibattito approfondito. La risoluzione è stata quindi inserita all'elenco dei punti all'ordine del giorno della seduta. Poi i lavori sono stati chiusi e tutto è stato rinviato al prossimo Consiglio convocato il 9, 10 e 11 giugno. Appena prima della chiusura del raccordo.

I gruppi di opposizione FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, La Renaissance Valdôtaine e AdC, in una nota congiunta, parlano di «una operazione costruita nelle ultime ore e poi sottratta al confronto». La minoranza afferma di aver agito «ancora una volta per senso di responsabilità istituzionale» mentre da parte della maggioranza «nel corso del dibattito è emerso un rifiuto netto rispetto a ogni proposta avanzata».

Intervenendo ieri in aula, il capogruppo dell'UV Aurelio Marguerettaz aveva sottolineato che la risoluzione consente di intavolare un dibattito, al contrario delle interrogazioni depositate dalla minoranza che prevedono una semplice risposta. «Abbiamo fatto un passo avanti per tentare di dare una soluzione - la spiegazione di Marguerettaz -. La nostra soluzione è quella di coinvolgere i soci di SAV Spa attraverso la convocazione di un'Assemblea per tentare di capire se ci sono altre possibilità di intervenire. Ci dispiace che la minoranza non abbia colto questo obiettivo».

Secondo i gruppi di opposizione invece «questa vicenda evidenzia soprattutto una fragilità politica del presidente della Regione e della sua maggioranza, che sentono il bisogno di cercare una sorta di legittimazione consiliare per assumere iniziative che dovrebbero essere naturali e immediate di fronte a una questione tanto delicata per il territorio valdostano».

«Rsta comunque una contraddizione politica evidente - affermano i sei gruppi -. Se il presidente della Regione intende comunque convocare l'assemblea dei soci Sav, non si comprende per quale ragione sia stato necessario presentare una risoluzione consiliare che impegnasse il presidente a fare ciò che rientra già pienamente nelle sue prerogative e responsabilità istituzionali di socio della società concessionaria».

 


redazione

 

 

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