Scuola, rientri 'a geometria variabile': la prima fase in Valle d'Aosta scatterebbe a maggio/giugno

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Il piano esaminato dalla giunta regionale. L'assessore Certan: ripresa delle attività educative e didattiche è fattibile

 

scuolaAOSTA. L'idea di riaprire le scuole della Valle d'Aosta tra i mesi di maggio e giugno è ancora sul tavolo del governo regionale. L'ipotesi compone uno degli scenari elaborati dal Gruppo di lavoro attivato dall'assessorato regionale dell'istruzione per programmare la fase 2 dell'emergenza Covid-19 dal punto di vista dell'attività didattica.

L'idea, esaminata dalla giunta regionale, è di organizzare una rentrée "a geometria variabile", per utilizzare la stessa espressione indicata dall'assessorato. Si parla di una prima fase di rientro a maggio/giugno con presenza facoltativa e didattica a distanza assicurata e di una seconda fase che si concretizzerà con il nuovo anno scolastico.

Nella prima fase, quella di maggio/giugno, è indicata una frequenza parziale con turni di mezze giornate ed un numero ridotto di allievi per il ritorno sui banchi della scuola dell'infanzia e primaria. Per la scuola secondaria di 1° e di 2° grado esistono due alternative al momento: la prima è far rientrare soltanto gli studenti che frequentano il 5° anno in modo che possano concludere il ciclo di istruzione e preparare l'Esame di Stato, la seconda è di far tornare in classe anche gli studenti del 3° anno delle scuole medie. Nella seconda fase invece, prevista a settembre 2020, il rientro "a geometria variabile" coinvolge tutti gli alunni di ogni ordine con priorità ai ragazzi e alle ragazze che frequentano il 1° anno, affinché possano ambientarsi nella nuova realtà scolastica.

A questo piano scuola si affianca un piano sicurezza elaborato dallo stesso Gruppo di lavoro dell'assessorato. Entrambi saranno discussi con dirigenti, sindaci e sindacati. A questi saranno anche sottoposte alcune proposte che guardano più in generale al sistema di educazione delle giovani generazioni e prendono in considerazione più ambiti, dall'edilizia scolastica al reclutamento del personale, all'educazione alla sicurezza sanitaria, alle nuove strategie educative.

Secondo l'assessore all'istruzione Chantal Certan "l'estrema diversificazione delle realtà scolastiche nella nostra Regione potrebbe rendere fattibile una ripresa delle attività educative e didattiche in presenza soprattutto per la fascia di età 3/11 anni e in alcune realtà a bassa densità scolastica" che corrispondono essenzialmente alle scuole di montagna. "Crediamo quindi - riprende l'assessore - che vi sia l’opportunità di valutare come sostenere e accompagnare le famiglie in vista della conclusione dell’anno scolastico e della prossima riapertura, con scelte che garantiscano da un lato il diritto allo studio, costituzionalmente sancito, dall’altro la salute e la sicurezza di ragazzi e personale scolastico".

 

Clara Rossi

 

 

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