Pm: 'ndrangheta ha condizionato le elezioni regionali del 2018

Antonio Fosson

AOSTA. "Egomnia" è il nome che identifica la nuova inchiesta della DDA di Torino che, dopo Geenna, torna a parlare di corruzione elettorale concentrandosi questa volta sulle elezioni regionali del 20 maggio 2018.

Il pm Valerio Longi, titolare dell'inchiesta, scrive: "Il sodalizio mafioso di matrice 'ndranghetista capeggiato dai fratelli Marco e Roberto Di Donato è riuscito a influenzare le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Valle d'Aosta del 20 maggio 2018. Infatti è riuscito a condizionare le scelte elettorali di una parte degli elettori al fine di soddisfare gli interessi o le esigenze del sodalizio".

Nelle carte dell'indagine arrivate dai giudici di Torino ed emerse oggi, nel giorno dell'udienza preliminare per l'inchiesta Geenna (che si concentra sui condizionamenti della 'ndrangheta alle elezioni regionali del 2013), si legge che il presidente della Regione Antonio Fosson sarebbe stato influenzato da un "anziano pensionato". Scrive il pm: "Antonio Fosson saluta Giuseppe Petullà chiamandolo sempre 'capo' e sembra incredibile che un semplice anziano pensionato di origine calabrese possa influenzare, anzi dettare, la linea politica di un ex senatore della Repubblica italiana e assessore regionale come Antonio Fosson". Petullà - si legge ancora - è considerato "soggetto vicino ad esponenti del 'locale' di Aosta quali Antonio Raso e Marco Di Donato".

I Carabinieri che hanno condotto le indagini hanno documentato un incontro tra Fosson e Raso, nel ristorante di quest'ultimo, "per parlare delle elezioni regionali, ma il discorso avviene a voce bassissima e si riescono a comprendere solo brevissimi passaggi".

La smentita di Antonio Fosson
Il presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta si dichiara totalmente estraneo rispetto a quanto emerso nelle ultime ore per l'inchiesta sulla corruzione elettorale riferita alle elezioni regionali del 2018. 

"Ho appreso dagli organi di informazione che, nell'ambito dell'udienza preliminare in corso al Tribunale di Torino, sarebbero stati prodotti atti nei quali si farebbe riferimento anche alla mia persona", dichiara in una nota. "In proposito - aggiunge - manifesto la mia assoluta serenità e la fiducia nella Magistratura che non potrà che accertare la mia totale estraneità. A questo proposito dichiaro la mia assoluta estraneità. Ogni diversa valutazione sarà presa nel momento in cui sarà noto il contenuto degli atti".

 

 

 

Marco Camilli

 

 

 

 

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