Alle 15 inizia la seduta del Consiglio regionale della Valle d'Aosta. Il primo punto è la presa d'atto della decadenza di Renzo Testolin dalla carica del presidente della Regione. Ogni consigliere potrà intervenire per 10 minuti sull'argomento. Aostaoggi.it seguirà la discussione con questa diretta testuale.
Ore 20:26 - L'aula vota la risoluzione con procedura segreta e la respinge: favorevoli 15, contrari 16 e 6 gli astenuti. L'adunanza è tolta.
Ore 19:47 - Interviene per ultimo Renzo Testolin (UV). "Sabato, appena acquisita la sentenza, è iniziato un confronto che ha voluto coinvolgere il gruppo dell'Union, poi il movimento nel suo insieme e poi gli alleati". Sono stati espressi "punti di vista in qualche caso anche molto diversificati".
"Questa maggioranza ha un perimetro sufficientemente solido per andare avanti e prendere le decisioni che riterrà di prendere nei prossimi giorni" con un confronto "aperto e il più condiviso possibile" e delle "contrapposizioni costruttive. Questa consapevolezza ci dà la tranquillità per continuare a lavorare e confrontarci con i temi sul tavolo".
"Abbiamo cercato di approfondire quali cose possono essere fatte adesso e quali possono essere fatte in base al tipo di scenario scelto. Nessuno penso si possa arrogare la decisione di imporre a qualcun altro cosa fare".
Ancora Testolin: la decisione o meno di ricorrere contro la sentenza sulla sua ineleggibilità in Giunta "sarà condivisa all'interno delle strutture, gli organi e le persone deputate che si sono presi l'onere di approcciare questo governo in un certo modo e con un certo assetto. Chiedo che venga rispettato questo percorso e che venga rispetta la possibilità di ricorre in secondo grado se un giudizio non è appagante. Per quanto mi concerne, non sarà una scelta personale, ma sarà una scelta condivisa con la politica che mi ha sostenuto fino ad adesso".
Ore 19:35 - Interviene Pierluigi Marquis (FI). "Oggi abbiamo la necessità di contenere il danno e dare continuità all'azione amministrativa".
Ore 19:30 - In aula è stata depositata una risoluzione a firma dei gruppi di minoranza. L'iniziativa chiede di impegnare la Giunta regionale a "non ricorrere, anche impegnando risorse pubbliche, avverso la sentenza del Tribunale di Aosta che ha escluso la sua legittimazione per carenza di interesse".
Ore 19:25 - Interviene il presidente a interim Luigi Bertschy (UV). "Stiamo cercando di affrontare il momento con tranquillità". Oggi "non c'è nessuna paralisi. C'è una fase molta importante da vivere anche sotto il profilo umano. Sono state citate parole importanti come responsabilità: posso garantire che stiamo lavorando con molta responsabilità, a partire dal gruppo dell'UV c'è un clima di confronto e dialettica politica. Siamo in perfetta salute e capaci di prendere decisioni".
"Nessuno di noi - aggiunge Bertschy - si è arrogato il diritto di assumere un ruolo senza aver fatto un percorso all'interno di questa assemblea". E ancora: "personalmente ritengo che quell'articolo (sul limite dei mandati, ndr) era fatto con la visione politica di quegli anni, ma oggi va migliorato e reso attuabile per le difficoltà e le ambiguità che ha creato".
"Nei prossimi mesi andrà data una risposta a questa situazione coinvolgendo i nostri movimenti e la nostra base", dichiara ancora.
"Le sentenze si rispettiamo, noi le rispettiamo" e "con molta serenità e tranquillità gestiamo questa situazione, guardiamo al futuro mettendo in atto il confronto politico che serve, sosteniamo insieme un percorso che possa permettere alla legislatura di raggiungere gli obiettivi che merita".
Ore 19:12 - Interviene Eugenio Torrione (AVS). La sentenza del Tribunale di Aosta è "chiara, netta, senza ambiguità" e il ricorso depositato da AVS era "a tutela, dal nostro punto di vista, della legalità". La richiesta di dichiarazione incostituzionalità della legge regionale "ha sicuramente fatto rivoltare nella tomba tutti gli autonomisti del passato e rivoltare nel letto i veri autonomisti di oggi".
Ore 19:05 - I lavori riprendono. E' stata presentata una risoluzione.
Ore 17:13 - La seduta è stata sospesa per una riunione dei gruppi di minoranza.
Ore 17:13 - Interviene Marco Viérin (AC). "Riteniamo che questa maggioranza c'è e dovrà prendersi le responsabilità, di fronte a questo difficile momento, tenendo conto della sentenza e dei riflessi sulla nostra comunità".
Ore 17:10- Interviene Marco Sorbara (FI) parlando di diritti costituzionali. "Nel caso della Regione Valle d'Aosta va sottolineata una peculiarità non secondaria: il presidente della Regione non è eletto direttamente, ma dal Consiglio Valle, e questo incide direttamente sulla ratio del limite di mandati". Dunque la norma regionale "presenta profili di incertezza interpretativo".
"I cittadini valdostani si sono espressi in modo chiaro, senza ambiguità: hanno dato un mandato forte, diretto, che non può essere interpretato da nessuno. Renzo Testolin ha ricevuto un consenso che è un plebiscito e questo è un atto reale". E "nessuno può trasformare una sentenza non definitiva in una sentenza politica definitiva".
Ore 17:04 - Interviene Aurelio Marguerettaz (UV). "Cerchiamo di ricondurre questi scenari apocalittici alla realtà. Abbiamo una legge il cui concetto è quello di due mandati", ma "quando scrivi una norma hai in mente uno scenario, ma sul lato pratico si trovano scenari compositi".
Attualmente "non c'è nessun vuoto" amministrativo. "State facendo una narrazione che non corrisponde alla verità. L'amministrazione regionale e la comunità valdostana non è in una situazione di caos. Abbiamo in questo momento una gestione ordinaria e questa maggioranza nel proseguo darà una risposta e continuità all'attività amministrativa".
La maggioranza "è in grado di dare delle risposte. Questo è il dato. Dopodiché, se ci sarà un ricorso, parliamo di qualche mese e non di anni".
Ore 16:51 - Interviene Andrea Manfrin (Lega VdA). La sentenza "è il risultato di una scelta politica precisa: anteporre l'interesse personale al bene collettivo". Ora "si apre un vuoto amministrativo pericoloso" e i dossier importanti che riguardano la Valle d'Aosta "rischiano di rimanere in stand-by". Questa condizione "la pagano i valdostani, le imprese, i giovani".
Per Manfrin "è grave che un presidente abbia forzato a tal punto una norma ed è grave che la maggioranza che lo ha sostenuto non abbia trovato una soluzione prima".
Ore 16:43 - Interviene Alberto Zucchi (FdI). "Noi siamo garantisti, sempre. Il presidente Testolin ha il pieno diritto di difendersi nelle sedi competenti", ma oggi un appello porrebbe "l'intera istituzione in una situazione di incertezza giuridica e debolezza amministrativa" ed esporrebbe la Regione "al rischio di contenziosi".
Ora "serve una scelta di responsabilità" e "i cittadini hanno diritto a un governo pienamente legittimato. Bisogna prendere atto della sentenza e costruire una nuova soluzione politica". Fratelli d'Italia "valuterà la non partecipazione ai lavori dell'aula e delle Commissioni ogni qualvolta si proceda come se nulla fosse accaduto".
L'autonomia "si difende dimostrando che le istituzioni sono più forti delle persone".
Ore 16:31 - Interviene Andrea Campotaro (AVS). "Il punto più sorprendente di questa vicenda risiede nella strategia difensiva adottata" da Testolin, dalla quale emerge "il paradosso autonomista: mentre AVS difendeva la legge regionale 21/2007", abbiamo "assistito allo spettacolo incredibile della difesa, compresa quella dell'Avvocatura regionale" che ha "certato di far dichiarare incostituzionale una legge che questo Consiglio ha votato per porre un limite alla concentrazione del potere".
La Regione, aggiunge Campotaro, è stata usata "come ufficio legale personale" pagato con risorse pubbliche per una "battaglia privata".
Ore 16:26 - Interviene Simone Perron (Lega VdA). "La vicenda è un grande assist all'antipolitica, all'astensionismo" perché "la gran parte delle persone non è in grado di comprendere oltre le questioni così delicate e complesse". Il danno "è già stato fatto".
"Questa maggioranza non sta dando le risposte che i valdostani attendono su molti dossier" e "se l'appello darà ragione all'ex presidente Testolin avrà vinto una scommessa e gliene daremo atto, ma se confermerà la sentenza porterà nella polvere molte persone con sé: Giunta, partito, alleati e forse l'immagine della Valle d'Aosta".
Ore 16:22 - Interviene Eleonora Baccini (Renaissance). La sentenza "ha aperto una fase di profonda riflessione per la nostra Regione". "Non possiamo ignorare l'instabilità che questo terremoto politico genererà su dossier strategici sulla Valle d'Aosta. La politica non può restare paralizzata in attesa dei tribunali". In questo "momento delicato chiediamo trasparenza e un sussulto di responsabilità".
Ore 16:18 - Interviene Massimiliano Tuccari (FdI). La sentenza "introduce un elemento di continuità che induce tutti noi a un senso di responsabilità". Il punto "è politico: la normativa sui limiti di mandato non è una disposizione accessoria, ma una scelta del legislatore regionale per garantire equilibrio. Consentire una interpretazione che aggiri questo principio è stata a nostro giudizio una valutazione errata".
Il Consiglio ora "ha un termine definito per individuare una nuova giuda. Un passaggio che va gestito con senso delle istituzioni, evitando irrigidimenti". La priorità è "garantire stabilità" e Fratelli d'Italia "non si sottrarrà a questo passaggio".
Ore 16:14 - Interviene Marco Carrel (AdC). "È giunto il momento di mettersi a disposizione per costruire. È più facile "giocare contro" che "lavorare per", lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo anche in questa situazione che ha del paradossale".
"In questi mesi, se ci sarà un appello, avremo una Giunta sub iudice. Stiamo discutendo e dovremo discutere della modifica dello Statuto valdostano, dobbiamo discutere dei 270 milioni di avanzo di amministrazione, dobbiamo discutere delle norme di attuazione di concessioni idroelettriche. Abbiamo bisogno di chiarezza".
Ore 16:02 - Interviene Corrado Bellora (Lega VdA). "Rischiamo di portare alla paralisi un sistema, un'assemblea legislativa che è esattamente il contrario di quello detto dai partiti di maggioranza sulla necessità di mantenere la continuità dell'amministrazione. Con questo accanimento voi costringete all'immobilismo un sistema che deve essere in grado di muoversi. In un sistema politico le legittime ambizioni individuali devono lasciare il posto all'interesse generale".
Ore 15:52 - Interviene Clotilde Forcellati (PD-FP). "Una linea sottile divide la legittima difesa dall'intestardimento personale". Secondo l'esponente "continuare a mantenere una posizione già fortemente compromessa sul piano dell'immagine e politica è un atto di debolezza che espone la Regione a guerre interne. Le energie della maggioranza non vengono spese per mediare sui bisogni dei cittadini, ma per bilanciare pesi interni. Il tempo speso a discutere di tecnicismi sulla decadenza è tempo sottratto ai bisogni reali dei valdostani".
Ore 15:47 - Interviene Aldo Domanico (FdI). "La buona politica si misura anche con la capacità di riconoscere gli errori e accettarne le conseguenze. Il presidente e la maggioranza hanno il dovere politico di riconoscere quanto accaduto". Nei sessanta giorni a disposizione per eleggere una nuova Giunta "noi di Fratelli d'Italia siamo pronti a fare la nostra parte".
Ore 15:36 - Interviene Jean Pierre Guichardaz (PD-FP) anche lui sulla situazione del limite dei mandati per il vice presidente Bertschy, che al momento assume la presidenza. "La sentenza non lascia grandi spazi a letture alternative" e fissa un principio che va oltre la singola persona, Testolin in questo caso. "Non dico che gli atti (firmati da Bertschy, ndr) saranno automaticamente invalidi, ma è altrettante evidente che questa situazione espone l'azione amministrativa a un livello di criticità evidente".
Secondo Guichardaz la norma sul limite dei mandati poteva essere modificata per tempo, ma così non è stato fatto. "Si è scelto invece di arrivare ad uno scontro giudiziario gestito con un'arroganza istituzionale che oggi appare ancora più evidente".
Ore 15:30- Interviene Fulvio Centoz (PD-FP) sulla delibera con cui la Giunta regionale si è costituita contro il ricorso di AVS e sul ruolo del vice presidente Bertschy. "La sua posizione giuridica è quella del consigliere Testolin. Tra tutti i componenti della Giunta che hanno adottato quella deliberazione, Bertschy è quello con l'interesse più personale, specifico e irreversibile all'esito del giudizio. È lui che ha proposto la delibera, è lui che assume la carica a interim. Il tribunale ha stabilito che la Regione non aveva alcun interesse a costituirsi nel giudizio". La scelta di costituirsi "spendere 21mila euro, sostenere una posizione poi dichiarata inammissibile, è tutta una scelta politica e tutta del collega Bertschy".
I 60 giorni di tempo per costituire una nuova giunta ora per "servono a consentire al consigliere semplice Testolin di depositare un ricorso in appello, ottenere una sospensiva e rientrare in carica, come se il Tribunale non esistesse".
Secondo Centoz "le istituzioni della Valle d'Aosta sono state messe sotto ricatto da una crisi istituzionale causata dalla scelta di non accettare un limite che era noto prima di candidarsi".
Ore 15:19 - Chiara Minelli (AVS) è la prima a intervenire. La sentenza "è un capitolo importante, decisivo, di una questione che non sarebbe mai dovuta sorgere", ha affermato ricordando il parere sul limite dei mandati per il presidente e per il vice presidente e la segnalazione del 2024 sulla possibile ineleggibilità per entrambi. A inizio legislatura si sarebbe dovuto "adottare un principio di cautela" e non nominare Testolin e Bertschy in Giunta "e invece si è fatto come se il problema non esistesse, con un atteggiamento arrogante".
Di fronte alla sentenza "l'avvocato della Regione Cecchetti ha rilasciato dichiarazioni di fuoco contro la sentenza". Ancora Minelli: "non è ammissibile che un avvocato pagato dalla Regione, cioè da noi tutti, si esprima in maniera così scomposta nei confronti di tre magistrati".
La norma sui limiti di mandati in Giunta è "chiara, giusta e saggia".
Ora "la vera scelta saggia sarebbe quella di prendere atto della sentenza", mentre con l'eventuale appello "verosimilmente per mesi la Valle d'Aosta avrà un presidente delegittimato e una Giunta precaria. Se proprio il consigliere Testolin intende ricorrere nessuno può ovviamente impedirglielo, ma contestualmente si dimetta da presidente per non coinvolgere tutta l'amministrazione in una situazione di perdurante incertezza".
Ore 15:07 - La seduta del Consiglio Valle inizia, come da consuetudine, con l'appello. Presenti tutti i 35 consiglieri.
Ore 14:31 - Oggi il Consiglio Valle ha preso le distanze dalle dichiarazioni del costituzionalista interpellato pochi mesi fa per avere un parere sulla questione del limite mandati.
Ore 14:29 - Un breve ricapitolo di quanto accaduto finora:
- A inizio legislatura AVS presenta un ricorso al Tribunale di Aosta ritenendo che Renzo Testolin non sia eleggibile in Giunta in base alla legge regionale n° 21 del 2007 sul limite dei mandati.
- Difendendosi nel ricorso Testolin mette in dubbio la costituzionalità della legge regionale in questione: in Consiglio Valle piovono attacchi della minoranza. Poi spiega che la questione "è stata fraintesa".
- La scorsa settimana il Tribunale di Aosta accoglie il ricorso di AVS. Testolin decade e la Giunta entra in ordinaria amministrazione.
- In attesa di conferme dal dibattito di oggi pomeriggio, già si parla di un ricorso in appello che metterebbe in pausa gli effetti della sentenza e permetterebbe a Testolin di ritornare pienamente in carica almeno fino alla successiva decisione dei giudici.



