Ore 16:26 - Interviene Simone Perron (Lega VdA). "La vicenda è un grande assist all'antipolitica, all'astensionismo" perché "la gran parte delle persone non è in grado di comprendere oltre le questioni così delicate e complesse". Il danno "è già stato fatto".
"Questa maggioranza non sta dando le risposte che i valdostani attendono su molti dossier" e "se l'appello darà ragione all'ex presidente Testolin avrà vinto una scommessa e gliene daremo atto, ma se confermerà la sentenza porterà nella polvere molte persone con sé: Giunta, partito, alleati e forse l'immagine della Valle d'Aosta".
Ore 16:22 - Interviene Eleonora Baccini (Renaissance). La sentenza "ha aperto una fase di profonda riflessione per la nostra Regione". "Non possiamo ignorare l'instabilità che questo terremoto politico genererà su dossier strategici sulla Valle d'Aosta. La politica non può restare paralizzata in attesa dei tribunali". In questo "momento delicato chiediamo trasparenza e un sussulto di responsabilità".
Ore 16:18 - Interviene Massimiliano Tuccari (FdI). La sentenza "introduce un elemento di continuità che induce tutti noi a un senso di responsabilità". Il punto "è politico: la normativa sui limiti di mandato non è una disposizione accessoria, ma una scelta del legislatore regionale per garantire equilibrio. Consentire una interpretazione che aggiri questo principio è stata a nostro giudizio una valutazione errata".
Il Consiglio ora "ha un termine definito per individuare una nuova giuda. Un passaggio che va gestito con senso delle istituzioni, evitando irrigidimenti". La priorità è "garantire stabilità" e Fratelli d'Italia "non si sottrarrà a questo passaggio".
Ore 16:14 - Interviene Marco Carrel (AdC). "È giunto il momento di mettersi a disposizione per costruire. È più facile "giocare contro" che "lavorare per", lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo anche in questa situazione che ha del paradossale".
"In questi mesi, se ci sarà un appello, avremo una Giunta sub iudice. Stiamo discutendo e dovremo discutere della modifica dello Statuto valdostano, dobbiamo discutere dei 270 milioni di avanzo di amministrazione, dobbiamo discutere delle norme di attuazione di concessioni idroelettriche. Abbiamo bisogno di chiarezza".
Ore 16:02 - Interviene Corrado Bellora (Lega VdA). "Rischiamo di portare alla paralisi un sistema, un'assemblea legislativa che è esattamente il contrario di quello detto dai partiti di maggioranza sulla necessità di mantenere la continuità dell'amministrazione. Con questo accanimento voi costringete all'immobilismo un sistema che deve essere in grado di muoversi. In un sistema politico le legittime ambizioni individuali devono lasciare il posto all'interesse generale".
Ore 15:52 - Interviene Clotilde Forcellati (PD-FP). "Una linea sottile divide la legittima difesa dall'intestardimento personale". Secondo l'esponente "continuare a mantenere una posizione già fortemente compromessa sul piano dell'immagine e politica è un atto di debolezza che espone la Regione a guerre interne. Le energie della maggioranza non vengono spese per mediare sui bisogni dei cittadini, ma per bilanciare pesi interni. Il tempo speso a discutere di tecnicismi sulla decadenza è tempo sottratto ai bisogni reali dei valdostani".
Ore 15:47 - Interviene Aldo Domanico (FdI). "La buona politica si misura anche con la capacità di riconoscere gli errori e accettarne le conseguenze. Il presidente e la maggioranza hanno il dovere politico di riconoscere quanto accaduto". Nei sessanta giorni a disposizione per eleggere una nuova Giunta "noi di Fratelli d'Italia siamo pronti a fare la nostra parte".
Ore 15:36 - Interviene Jean Pierre Guichardaz (PD-FP) anche lui sulla situazione del limite dei mandati per il vice presidente Bertschy, che al momento assume la presidenza. "La sentenza non lascia grandi spazi a letture alternative" e fissa un principio che va oltre la singola persona, Testolin in questo caso. "Non dico che gli atti (firmati da Bertschy, ndr) saranno automaticamente invalidi, ma è altrettante evidente che questa situazione espone l'azione amministrativa a un livello di criticità evidente".
Secondo Guichardaz la norma sul limite dei mandati poteva essere modificata per tempo, ma così non è stato fatto. "Si è scelto invece di arrivare ad uno scontro giudiziario gestito con un'arroganza istituzionale che oggi appare ancora più evidente".
Ore 15:30- Interviene Fulvio Centoz (PD-FP) sulla delibera con cui la Giunta regionale si è costituita contro il ricorso di AVS e sul ruolo del vice presidente Bertschy. "La sua posizione giuridica è quella del consigliere Testolin. Tra tutti i componenti della Giunta che hanno adottato quella deliberazione, Bertschy è quello con l'interesse più personale, specifico e irreversibile all'esito del giudizio. È lui che ha proposto la delibera, è lui che assume la carica a interim. Il tribunale ha stabilito che la Regione non aveva alcun interesse a costituirsi nel giudizio". La scelta di costituirsi "spendere 21mila euro, sostenere una posizione poi dichiarata inammissibile, è tutta una scelta politica e tutta del collega Bertschy".
I 60 giorni di tempo per costituire una nuova giunta ora per "servono a consentire al consigliere semplice Testolin di depositare un ricorso in appello, ottenere una sospensiva e rientrare in carica, come se il Tribunale non esistesse".
Secondo Centoz "le istituzioni della Valle d'Aosta sono state messe sotto ricatto da una crisi istituzionale causata dalla scelta di non accettare un limite che era noto prima di candidarsi".
Ore 15:19 - Chiara Minelli (AVS) è la prima a intervenire. La sentenza "è un capitolo importante, decisivo, di una questione che non sarebbe mai dovuta sorgere", ha affermato ricordando il parere sul limite dei mandati per il presidente e per il vice presidente e la segnalazione del 2024 sulla possibile ineleggibilità per entrambi. A inizio legislatura si sarebbe dovuto "adottare un principio di cautela" e non nominare Testolin e Bertschy in Giunta "e invece si è fatto come se il problema non esistesse, con un atteggiamento arrogante".
Di fronte alla sentenza "l'avvocato della Regione Cecchetti ha rilasciato dichiarazioni di fuoco contro la sentenza". Ancora Minelli: "non è ammissibile che un avvocato pagato dalla Regione, cioè da noi tutti, si esprima in maniera così scomposta nei confronti di tre magistrati".
La norma sui limiti di mandati in Giunta è "chiara, giusta e saggia".
Ora "la vera scelta saggia sarebbe quella di prendere atto della sentenza", mentre con l'eventuale appello "verosimilmente per mesi la Valle d'Aosta avrà un presidente delegittimato e una Giunta precaria. Se proprio il consigliere Testolin intende ricorrere nessuno può ovviamente impedirglielo, ma contestualmente si dimetta da presidente per non coinvolgere tutta l'amministrazione in una situazione di perdurante incertezza".
Ore 15:07 - La seduta del Consiglio Valle inizia, come da consuetudine, con l'appello. Presenti tutti i 35 consiglieri.
Ore 14:31 - Oggi il Consiglio Valle ha preso le distanze dalle dichiarazioni del costituzionalista interpellato pochi mesi fa per avere un parere sulla questione del limite mandati.
Ore 14:29 - Un breve ricapitolo di quanto accaduto finora:
- A inizio legislatura AVS presenta un ricorso al Tribunale di Aosta ritenendo che Renzo Testolin non sia eleggibile in Giunta in base alla legge regionale n° 21 del 2007 sul limite dei mandati.
- Difendendosi nel ricorso Testolin mette in dubbio la costituzionalità della legge regionale in questione: in Consiglio Valle piovono attacchi della minoranza. Poi spiega che la questione "è stata fraintesa".
- La scorsa settimana il Tribunale di Aosta accoglie il ricorso di AVS. Testolin decade e la Giunta entra in ordinaria amministrazione.
- In attesa di conferme dal dibattito di oggi pomeriggio, già si parla di un ricorso in appello che metterebbe in pausa gli effetti della sentenza e permetterebbe a Testolin di ritornare pienamente in carica almeno fino alla successiva decisione dei giudici.



